A MARIA SS. ADDOLORATA

 

 

 

 

PREGHIERE

L'AVE MARIA ALL'ADDOLORATA salvE regina all'addolorata
CONSACRAZIONE L'ORA SANTA CON LA DESOLATA
ROSARIO DELL'ADDOLORATA STABAT MATER DOLOROSA
LITANIE DELL'ADDOLORATA RITORNO A TE O CARA MADRE
CORONCINA DEI SETTE DOLORI ALLA MADONNA DELLA PIETà
AL CUORE ADDOLORATO DI MARIA PER OTTENERE UNA BUONA MORTE
CORONA DELLE LACRIME  

 

 

AVE MARIA ALL'ADDOLORATA

 

Ave Maria, piena di dolori,

Gesù Crocifisso è con te.

Tu sei degna di compassione fra tutte le donne

e degno di compassione è il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Gesù Crocifisso,

ottieni a noi, crocifissori del Figlio tuo,

lacrime di sincero pentimento, 

adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

 


 

CONSACRAZIONE

 

Salve, Maria, Regina dei dolori, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra. Ascolta ancora la voce di Gesù, che dall’alto della Croce, morente, ti dice: “Ecco il tuo figlio!”. Volgi il tuo sguardo a noi, che siamo tuoi figli, esposti alla tentazione e alla prova, alle tristezze e ai dolori, alle angosce e agli sbandamenti. Ti prendiamo con noi, Mamma dolcissima, come Giovanni, perché tu sia guida vigile e amorosa delle nostre anime. A te ci consacriamo perché tu ci conduca a Gesù Salvatore. Siamo fiduciosi nel tuo amore; non guardare alla nostra miseria, ma al sangue del tuo divin Figlio Crocifisso che ci ha redenti e ottienici il perdono delle colpe. Rendici degni figli, cristiani autentici, testimoni di Cristo, apostoli dell’amore nel mondo. Donaci un cuore grande, pronto a donare e a donarsi. Non permettere che l’odio abbia il sopravvento; fa cessare le divisioni e le guerre; insegnaci a vivere nell’amore, nel servizio umile degli altri, nel disinteresse per noi stessi. Rendici strumenti di pace, di concordia, di unità e di fraternità. Estingui l’ardore delle lotte ingiustificate; spegni gli interessi esagerati. Doma la sfrenata brama di guadagno e di piacere, che accende gli animi di invidie e rancori. Vergine Addolorata guarda con bontà il vicario in terra del tuo Figlio, il Papa: sostienilo, confortalo,conservalo al bene della Chiesa. Custodisci e proteggi i vescovi, i sacerdoti e le anime consacrate. Benedici o Madre, i Frati Cappuccini, cui è affidato questo glorioso Santuario del Tuo Figlio Crocifisso, a Lui tanto caro. Fa che siano sempre come Lui casti, poveri e obbedienti, per essere strumenti di grazia e di misericordia divina in mezzo al popolo cristiano. Rendili araldi del vangelo e apostoli per la salvezza delle anime. Suscita nuove e generose vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. A te affidiamo a Maria la nostra città di Cosenza che si vanta della potente protezione di Gesù Crocifisso che per Lui mai vide deluse le sue speranze, sempre miracolosamente ascoltata nelle sue preghiere; guarda premurosa, questo quartiere della “Riforma” in cui Lui regna sovrano, che è suo, e riconosce in te la guardiana insonne, la consigliera affettuosa, la confortatrice instancabile. Maria, vedi le nostre famiglie, così piene di problemi, prive di pace e serenità. Consola i fratelli sofferenti, gli ammalati, i lontani, gli sfiduciati, i disoccupati, i disperati. Ai bimbi la tua carezza materna, che li preservi dal male, li faccia crescere forti, generosi e sani nell’anima e nel corpo. Veglia sui giovani, fa che le loro anime siano limpide, il loro sorriso senza malizia, la loro giovinezza sia irradiata da entusiasmo, da ardore, da grandi desideri e da splendide realizzazioni. Ai genitori e agli anziani il tuo aiuto e il tuo conforto, Maria, preludio del cielo e certezza di vita. Guardandoti Addolorata, ai piedi della Croce, ci sentiamo aprire il cuore alla confidenza più grande e ci infondiamo coraggio a esprimerti i desideri più nascosti, le implorazioni più insistenti, le richieste più ardue. Nessun altro meglio di te può comprenderci, nessuno, lo crediamo, è disposto ad aiutarci e nessuno ha una preghiera più potente della tua. Perciò ascoltaci quando ti invochiamo, o potente per grazia presso Dio. Guarda i nostri cuori, sono pieni di ferite; guarda le nostra mani, sono piene di richieste. Non disdegnarci, ma aiutaci a sanare le molte ferite del cuore e a saper chiedere solo ciò che è giusto e santo. Ti amiamo e oggi e sempre siamo tuoi Madre SS. Addolorata.

 


 

ROSARIO DELL'ADDOLORATA

 

PREGHIERA INIZIALE:

O Madonna cara, o Madre dei dolori, voglio soffermarmi a riflettere su tutte quelle situazioni in cui Tu hai più sofferto. Desidero rimanere un po’ di tempo con Te e ricordarmi con gratitudine di quanto Tu hai sofferto per me. Alle tue sofferenze, che si sono protratte per l'intero arco della tua vita terrena, unisco anche le mie sofferenze, e inoltre quelle di tutti i papà e le mamme, di tutti i giovani ammalati, dei bambini e degli anziani, affinché ogni loro dolore sia accettato con amore e ogni croce sia portata con la speranza nel cuore. Amen.

 

PRIMO DOLORE

Maria nel tempio ascolta la profezia di Simeone.

O Maria, mentre nel tempio Tu presentavi a Dio il tuo Figlio, il vecchio Simeone Ti predisse che il tuo Figlio sarebbe stato segno di contraddizione e che la tua anima sarebbe stata trafitta da una spada di dolore. Queste stesse parole sono state già una spada per la tua anima: hai custodito anche queste parole, come le altre, nel tuo cuore. Grazie, o Maria. Offro questo mistero per tutti quei genitori che in qualsiasi modo si trovano a soffrire per i loro figli.  7 Ave Maria.

Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

SECONDO DOLORE

Maria fugge in Egitto per salvare Gesù.

O Maria, sei dovuta fuggire col tuo Figlio in Egitto, perché i potenti della terra si erano alzati contro di Lui per ucciderlo. È difficile immaginare tutti i sentimenti che hai provato quando, all'invito del tuo Sposo, Ti sei alzata nel cuore della notte e hai preso il tuo Bambino per fuggire, quel Bambino nel quale riconoscevi e adoravi il Messia e il Figlio di Dio. Sei rimasta senza quelle sicurezze che la patria e il focolare domestico sanno offrire. Sei fuggita, e così ti sei associata a coloro che non hanno un tetto sopra il loro capo o che vivono in paesi stranieri, senza patria. O Maria, mi rivolgo a te, che sei Madre, e ti prego per chi è costretto ad abbandonare la propria casa. Ti prego per i profughi, per i perseguitati, per gli esiliati ti prego per i poveri, che non hanno mezzi sufficienti per costruirsi una casa e una famiglia. Ti prego in particolare per quelli che, in seguito a conflitti famigliari, hanno abbandonato la loro famiglia e si trovano a vivere sulla strada: per i giovani che so­no in disaccordo coi genitori, per i coniugi che si sono separati, per le persone che sono respinte. Guidali, o Maria, attraverso la loro sofferenza verso la "nuova dimora". 7 Ave Maria.

 Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

TERZO DOLORE

Maria smarrisce e ritrova Gesù.

O Maria, per tre giorni, con indicibile affanno, hai cercato il tuo Figlio, e finalmente, piena di gioia, l'hai ritrovato nel tempio. La sofferenza è durata a lungo nel tuo cuore. La pena è stata grande, perché eri cosciente della tua responsabilità. Sapevi che il Padre celeste Ti aveva affidato il suo Figlio, il Messia Redentore. Perciò il tuo dolore è stato immenso, e la gioia dopo il ritrovamento è stata certamente sconfinata. O Maria, Ti prego per i giovani che si sono allontanati dalle loro case e per conseguenza si trovano a soffrire molto. Ti prego per quelli che hanno dovuto lasciare la casa paterna per motivi di salute e si trovano soli negli ospedali. Ti prego in modo particolare per quei giovani che sono rimasti privi di amore e di pace, e non sanno più che cosa sia la casa paterna. Ricercali Tu, O Maria, e fa che si lascino trovare, perché la realizzazione di un mondo nuovo diventi sempre più possibile. 7 Ave Maria.

Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

QUARTO DOLORE

Maria incontra Gesù che porta la croce.

O Maria, hai incontrato il tuo Figlio mentre portava la Croce. Chi potrebbe descrivere il dolore che hai provato in quel momento? Mi trovo senza parole... O Madre SS., ti prego per quelli che sono lasciati soli nel loro dolore. Visita i carcerati e confortali; visita gli infermi; va incontro a quelli che si sono perduti. Porgi una carezza a coloro che sono affetti da malattie incurabili, come quando per l'ultima volta qui in terra hai accarezzato il tuo Figlio. Aiutali a offrire la loro sofferenza per la salvezza del mondo, come tu stessa - accanto al tuo Figlio - offristi il tuo dolore. 7 Ave Maria.   

Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

QUINTO DOLORE

Maria è presente alla crocifissione e morte di Gesù.

O Maria, ti contemplo mentre stai in piedi accanto al tuo Figlio morente. Lo avevi seguito con dolore, e ora con dolore inconsolabile ti trovi sotto la sua Croce. O Maria, la tua fedeltà nella sofferenza è veramente grande. Hai un animo forte, il dolore non ti ha chiuso il cuore di fronte ai nuovi compiti: per desiderio del Figlio, diventi Madre di tutti noi. Ti prego, Maria, per quelli che assistono i malati. Aiutali a prestare con amore le loro cure. Dona forza e coraggio a quelli che non ce la fanno più accanto alloro malati. In modo particolare, benedici le mamme che hanno bambini infermi; fa che anche per loro il trovarsi a contatto con la croce sia cosa salutare. Unisci al tuo dolore di Madre l'estenuante fatica di chi per anni o forse per tutta la vita è chiamato a prestare servizio ai propri cari infermi. 7 Ave Maria.

 Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

SESTO DOLORE

Maria riceve sulle braccia Gesù deposto dalla croce.

Ti osservo, o Maria, mentre, immersa nel più profondo dolore, accogli sulle tue ginocchia il corpo esanime del tuo Figlio. Il tuo dolore continua anche quando il suo è terminato. Lo riscaldi ancora una volta col tuo seno materno, con la bontà e con l'amore del tuo cuore. O Madre, mi consacro a te in questo momento. Ti consacro il mio dolore, il dolore di tutti gli uomini. Ti consacro le persone che sono sole, abbandonate, rifiutate, che sono in lite con gli altri. Ti consacro il mondo intero. Siano tutti accolti sotto la tua protezione materna. Fa che il mondo diventi una sola famiglia, dove tutti si sentano fratelli e sorelle. 7 Ave Maria.

Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

SETTIMO DOLORE

Maria accompagna Gesù alla sepoltura.

O Maria, lo hai accompagnato fino al sepolcro. Hai singhiozzato e pianto su di lui, come si piange per un figlio unico. Molte persone nel mondo vivono nel dolore, perché hanno perduto i loro cari. Consolali tu, e dona loro il conforto della fede. Molti sono senza fede e senza speranza, e si dibattono nei problemi di questo mondo, perdendo fiducia e gioia di vivere. O Maria, intercedi per loro, perché abbiano fede e trovino la loro strada. Sia distrutto il male, e fiorisca una vita nuova, quella vita che è nata dalla tua sofferenza e dal sepolcro del tuo Figlio. Amen. 7 Ave Maria.   

Siano benedette le sofferenze di Maria Santissima, Madre di Dio.

 

 

Preghiamo

O Dio, tu hai voluto che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, fosse presente la tua Madre addolorata: fa' che la tua santa Chiesa, associata con lei alla passione del Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Per lo stesso tuo Figlio, che è Dio e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

LITANIE DELL'ADDOLORATA

 

Santa Maria, prega per noi

Santa Madre di Dio, prega per noi

Santa Vergine delle Vergini, prega per noi

Madre del Crocifisso, prega per noi  

Madre dolorosa, prega per noi

Madre lacrimosa, prega per noi

Madre afflitta, prega per noi

Madre derelitta, prega per noi

Madre desolata, prega per noi 

Madre del figlio privata, prega per noi

Madre dalla spada trafitta, prega per noi

Madre nei travagli immersa, prega per noi

Madre di angustie ripiena, prega per noi           

Madre col cuore alla croce confitta, prega per noi

Madre mestissima, prega per noi

Fonte di lacrime, prega per noi

Cumulo di patimenti, prega per noi

Specchio di pazienza, prega per noi

Rupe di costanza, prega per noi

Ancora di confidenza, prega per noi

Rifugio dei derelitti, prega per noi

Difesa degli oppressi, prega per noi

Rifugio degli increduli, prega per noi

Sollievo dei miseri, prega per noi

Medicina dei languenti, prega per noi

Forza dei deboli, prega per noi

Porto dei naufraghi, prega per noi

Quiete nelle procelle, prega per noi

Ricorso dei piangenti, prega per noi

Terrore dei demoni, prega per noi

Tesoro dei fedeli, prega per noi

Luce dei profeti, prega per noi

Guida degli apostoli, prega per noi

Corona dei martiri, prega per noi

Sostegno dei confessori, prega per noi

Perla delle vergini, prega per noi

Consolazione delle vedove, prega per noi

Madre degli orfani, prega per noi

Letizia di tutti i santi, prega per noi 

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo

perdonaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo

ascoltaci, Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo

abbi pietà di noi

 

Preghiamo: 

O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

 


 

CORONCINA DEI SETTE DOLORI

 

Mio Dio, ti offro questa coroncina dei dolori per la tua maggior gloria, in onore della tua S. Madre. Mediterò e condividerò la sua sofferenza. O Maria, Ti supplico,  per le lacrime che hai versato in quei momenti, concedi a me e a tutti i peccatori il pentimento delle nostre colpe”.

 “A me peccatore e a tutti i peccatori concedi la contrizione perfetta dei nostri peccati”.

 (3 volte).

 

Atto di dolore...,

I DOLORE

Il vecchio Simeone annuncia a Maria che una spada di dolore le trapasserà l'anima.

 

Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». (Lc 2, 22-35). 

Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quel gran cordoglio che Vi trafisse il cuore in udire dal santo Simeone che il Vostro dilettissimo Figlio, unico Amore dell'anima vostra, doveva essere conficcato in Croce; e che il Vostro innocentissimo petto doveva essere trapassato dalla spada acutissima del dolore. Vi prego per questo lungo spasimo, che vi accompagnò per tanti anni, ad impetrarmi grazia, ch'io da oggi avanti sappia come compatire, a Vostra imitazione, la passione e morte del Vostro Figlio e mio Signore e possa fare una buona e santa morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

 

II DOLORE

La fuga in Egitto.

Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nel­la notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio. (Mt 2, 13-15).

 

Compatisco, o Santa Madre, Addolorata, quel gran dolore che soffriste nella persecuzione di Erode per la morte degl'Innocenti e fuga in Egitto, dove patiste timore, povertà e incomodi in terra forestiera e barbara. Vi prego, per sì alta pazienza, ad impetrarmi grazia di soffrire pazientemente, a Vostra imitazione, i travagli di questa misera vita, lume per conoscere Dio tra le tenebre dell'Egitto di questo mondo e di fare una buona e santa morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

 

III DOLORE

Lo smarrimento di Gesù.

I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. A1 vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole. Partì dunque con loro e tornò a Nàzaret e stava loro sotto­messo. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini (Lc 2, 41-52).

 

Compatisco, o Santa Madre, Addolorata, quel gran dolore che Vi trafisse nella perdita del Vostro bellissimo e amatissimo Figlio Gesù in Gerusalemme, spargendo per tre giorni fiumi di pianto da' Vostri occhi purissimi. Vi prego per quelle lagrime e sospiri di quei tre giorni per Voi amarissimi, ad impetrarmi tanto lume, che io non perda mai il mio Dio, ma che lo trovi una volta per sempre, e soprattutto nel punto della mia morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

IV DOLORE

Maria incontra suo Figlio carico della croce. 

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui (Lc 23, 27).  

Compatisco, o Santa Madre, Addolorata, quel gran dolore che soffriste in vedere il Vostro benedetto Figliuolo inviato al Calvario con la pesantissima Croce sopra le spalle e cadere sfinito sotto di quella. S'incontrarono allora, o mia dolente Regina, occhi con occhi e cuore con cuore. Vi prego per quella tormentosa compassione che ne aveste, ad impetrarmi grazia di portar la mia croce con pazienza in compagnia del vostro e mio Gesù fin che vivo, e di fare una buona e santa morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

 

V DOLORE

Maria ai piedi della croce.

 

Stavano presso la Croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lui i discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!» E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa (Gv 19, 25-27).

Compatisco, o Santa madre Addolorata quell'eccessivo dolore che soffriste in vedere il vostro amatissimo unigenito morire in croce con tante pene e disonori. Vi prego per la dolorosa tenerezza del Vostro crocifisso Figliuolo, che nella sua croce siano crocifisse le mie passioni e di fare una buona e santa morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

VI DOLORE

Maria riceve tra le braccia Gesù deposto dalla croce.

 

Dopo questi fatti, Giuseppe D’Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. (Gv 19, 38-40).

Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quello spasimo che soffriste in veder ferito da una lancia il Cuore di Cristo morto. Quella ferita, o mia dolente Madre, fu tutta Vostra, e in ricevere il suo santissimo cadavere tutto svenato nel Vostro seno materno, il Vostro Cuore fu trafitto crudelmente. Vi prego per quelle angosce inesplicabili dell'anima Vostra ad impetrarmi il vero amore del mio Gesù, che mi ferisca il cuore, affinché non trovi più luogo il peccato e l'amor profano del mondo facendomi fare una buona e santa morte.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

VII DOLORE

Maria alla tomba di Gesù.

 

Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei giudei, poiché quel sepolcro era vicino (Gv 19, 41-42).

Compatisco, o Santa Madre Addolorata, quella inconsolabile amarezza che provaste nel riporre il Vostro morto Figlio Gesù nella sepoltura, fino ad accomodarvelo con le Vostre mani. Rimaneste allora, o mia piangente signora, sepolta con tutta l'anima, ove giaceva sepolto il corpo del Vostro Figliuolo. Vi prego, per tanti martirii del Vostro Cuore, ad impetrarmi, per meriti dei Vostri sette dolori, in vita il perdono della Vostra presenza, e dopo morte la gloria del Paradiso.

 - Padre nostro

 - 7 Ave Maria. 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

Prega per noi, Vergine Dolorosissima.

Affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

 

 - 3 Ave Maria

 - 3 Padre nostro 

 - "Madre di misericordia, tieni vivo nel nostro cuore la Passione di Gesù”.

PREGHIAMO

Intervenga per noi, te ne preghiamo, Signore Gesù Cristo, adesso e nell'ora della nostra morte, presso la tua clemenza la beata Vergine Maria tua Madre, la cui santissima anima nel tempo delle tua passione fu trafitta dalla spada del dolore e nella tua gloriosa resurrezione fu ripiena di immensa gioia. Tu che vivi e regni con Dio Padre, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 


 

AL CUORE ADDOLORATO DI MARIA 

 

Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, noi veniamo oggi a partecipare ai tuoi dolori e a consacrarci a Te: Ti consacriamo noi stessi, la nostra famiglia, la nostra casa, la nostra parrocchia, la nostra città, la nostra patria, il mondo intero. Fa' che il nostro cuore batta all'unisono con il tuo! Noi vogliamo vivere come Te e con Te nell'amore della purezza, o Cuore Immacolato; nella generosità del sacrificio, o Cuore Addolorato; in un ardente amore a Dio e ai nostri fratelli, amore fecondo e vero, o Cuore Materno. O cuore Immacolato, trionfa presto! Difendi potentemente la nostra causa al tribunale di Dio e ottieni che la misericordia prevalga sulla giustizia. Convertici! Converti i peccatori! Converti la Russia! Fa', o Cuore trionfante, che si stabilisca sulla terra la pace vera, la pace di Cristo, del regno di Cristo. Amen. Cuore Addolorato e Immacolato di Maria, prega Gesù per noi.

 


 

CORONA DELLE LACRIME 

 

Si recita sulla corona delle lacrime, composta da 49 grani bianchi a forma di lacrima, suddivisi in 7 gruppi, separati da 7 grani color argento a forma di rosa e termina con 3 grani a forma di rosa.

 

O Gesù, nostro divin Crocifisso!... Prostrati ai tuoi piedi Ti offriamo le lacrime di Colei che Ti ha accompagnato sulla Via dolorosa del Calvario con un amore tanto ardente e compassionevole. Esaudisci, o buon Maestro, le nostre suppliche e le nostre domande per l'amore della lacrime della tua Santissima Madre. Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le lacrime di questa buona Madre, affinché adempiamo sempre alla tua santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in Cielo. Amen.

 

Sui grani color argento a forma di rosa: 

O Gesù, ricordati delle lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra. E ora ti ama nel modo più ardente in Cielo.

 

Sui grani bianchi a forma di lacrima: 

O Gesù, esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle lacrime della tua santa Madre.

 

Alla fine, sui 3 grani a forma di rosa:

O Gesù, ricordati delle lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.

 

Preghiamo

O Maria, Madre dell'amore, Madre di dolore e di misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell'Eternità. Amen.

 


 

SALVE REGINA ALL'ADDOLORATA

 

Salve del cielo Regina

e Madre Addolorata,

vi sia raccomandata

 quest'alma mia.

 

'Na grazia io vorrei:

che questo cuore ingrato

venisse trapassato

dalla tua spada.

 

Ferito e trapassato

per tanti gran peccati,

la grazia voi cercate

a vostro Figlio.

 

A noi date consiglio;

lo spirito è conturbato

piangendo e lagrimando

questi miei errori.

 

Questo cuore con gran dolore

spezzatemelo voi:

peccar non voglio più,

più presto morto!

 

A noi date conforto

fino all'ultima agonia.

Vi prego, o Madre mia,

Non mi lascialte!

 

Quest'alma mia portate

al cielo gloriosa,

o Mamma mia amorosa,

eternamente.

 

Ed io con la mia mente

dicendo quando arrivo:

"Viva la Madre di Dio, l'Addolorata!"

 

Vi voglio per Avvocata,

ai piedi della Croce,

gridando ad alta voce:

"In Paradiso!".

 


 

L'ORA SANTA CON LA DESOLATA 

 

INTRODUZIONE

O voi tutti che passate per questa via, vedete se vi è dolore simile al mio dolore.

O Vergine desolata, informata ai sentimenti della Tua eroica fortezza vengo a Te che ritta e costante, per tre lunghe ore continue hai assistito il Tuo Figlio Divino pendente dalla Croce ed agonizzante, immerso nel più crudele strazio... Hai visto l'Angelo della morte, appressarsi pian piano a Gesù morente, e con la spada ha separato la Sua anima dolcissima dal Suo corpo purissimo, quasi giglio candido divelto dal Suo stelo; piegarsi dolcemente e languire nel sonno mortale... mentre il soldato con la sua lancia crudele ne squarciava profondamente il petto adorato e ne distillava dal Suo cuore le ultime stille del Suo preziosissimo Sangue, miste ad acqua.

O dolore incomprensibile della mia dolce Madre! Ben a ragione ripeti ancora le meste espressioni del Profeta, dalle pendici sanguinanti del Golgota: “O Voi tutti che passate per le vie del dolore, vedete se vi è dolore simile al mio dolore”.

O Divina Desolata, salgo animosa e fidente assieme ai discepoli del Tuo Gesù, Giuseppe e Nicodemo, che compirono il pietoso ufficio di assistere ed onorare coi loro ossequi il Tuo Figlio morto, e raddolcire alquanto l'immenso Tuo dolore. Mi unisco ancora al Pio Giovanni, che ormai è divenuto Tuo figlio adottivo, come lo sono anch'io per disposizione testamentaria d'amore del Tuo Gesù, pendente dalla Croce... Mi associo ancora alla fervente Maddalena bagnata e purificata dal sangue di Gesù; alle sante donne che Ti recarono sollievo e conforto, nella Tua estrema desolazione.

O dolce Madre, accogli amorevolmente le mie lagrime d'amore che effondono assieme alle Tue amarissime. Sì voglio piangere devotamente con Te, la morte crudele del Tuo Gesù. Accogli pure i miei cocenti affetti... le mie povere espressioni... voglio consolarti, o cara Mamma... raddolcire il Tuo pietoso affanno... e pronunziare con Te, nel mesto silenzio del cuore, il rassegnato Fiat.

AFFETTI E PREGHIERE

O Vergine tutta santa, che fosti la più fortunata e la più martirizzata di tutte le madri, permetti che mi associ col cuore a tutte le tristezze, ai tuoi materni dolori... Prendano parte tutti gli altri alle tue gioie, ma per me, tenera Madre mia, preferisco di essere la beniamina Tua, negli acerbi dolori che straziano il Tuo nobile cuore, ed il privilegio di partecipare alle Tue pene, di tergerti le lagrime, di soffrire con Te e con Gesù, e dietro le Tue orme, ascendere il santo monte Calvario.

Ah! seguitiamo, anime pie, circondiamo la nostra Madre, e non lasciamola sola salire l'erta nel monte della mirra! Ella va a soffrire per noi, oh! andiamo a soffrire anche noi per Lei! Venite, o figli benedetti dei dolori di Maria, là, ove trovasi la Madre, trovar si debbono i figli. - Deh! non permettete, o cara Madre, che le lagrime di Gesù e le Tue vadano perdute pei redenti del Calvario, né che resti infruttuoso al Tuo sacrificio per noi; ma ottienici che, con la Tua costanza, col Tuo amore, noi sappiamo applicarcene i meriti... e tutti i cuori che Ti benedicono e piangono con Te sulla terra, siano fatti degni per la virtù dei Tuoi dolori; goderti con Gesù, e benedirti per sempre nel Cielo. Così sia.

 

STAZIONE I

MARIA SANTISSIMA VEDE CHIUDERE GESÙ NEL SEPOLCRO

I pii discepoli di Gesù, dopo aver salito animosi il Calvario, si accinsero a deporre dalla Croce il Corpo Santissimo del Maestro... scendendo piano dal patibolo quella Salma divina... Maria assiste a quel pietoso ufficio, e, nel silenzio della sua anima addolorata, contempla quelle Mani divine, sempre alzate a benedire le turbe che lo seguivano affollate nella sua vita trascorsa, quelle Mani che tergevano lagrime, rimarginavano ferite, sanavano infermi, operavano prodigi ineffabili, e all'estremo della vita, operarono il massimo prodigio: benedicendo il pane ed il vino, trasformandoli nel Suo Corpo e Sangue purissimo, creava l'Eucarestia. Ed ora, la pietosa Madre le vede immote e gelide... Vede quei piedi sacrosanti, traforati dai chiodi, che portavano dovunque quella divina Persona... spargendo pace e conforto, ed ora li contempla inermi e senza vita...

Deposto Gesù dalla Croce i pii discepoli adagiano sul seno della Madre l'esanime Corpo del Maestro... ed oh! scena commovente e straziante, che solo gli Angeli possono descrivere. O divina Desolata! quale fu il tuo dolore nel vederti tra le braccia il caro Gesù, che Bambino, su di esse faceva i suoi sonni d'amore... ed ora, coperto dal pallore mortale, è freddo cadavere! tutto una piaga, squarciato nel petto, bagnato di sangue.

Quale spettacolo di dolore!... mentre ricordi gli obbrobri e gli strazi del Tuo diletto Figlio. O dolce Madre, la Chiesa nel vederti in tanta mestizia Ti rivolge quelle ineffabili espressioni: «a chi Ti paragonerò? o a chi ti assomiglierò, o Figlia di Sion? Grande come il mare è il Tuo dolore».

O Santa Madre, ora conviene dar sepoltura al Tuo Gesù, giacché le tenebre incominciano a ricoprire la terra, ed avvolgere nel suo seno l'orrore di quel giorno. - I discepoli si accingono ad imbalsamare la divina Salma e condurla al sepolcro. Gli Angeli a schiere a schiere, con le ali dimesse, col volto velato, fanno corteggio al Re del Cielo, che passa, esanime e senza vita... Seguono il mesto convoglio le pie donne, la Maddalena, ed in ultimo la Madre di Gesù, desolata e trafitta nella sua anima.

Giunti colà, chiudono Gesù nel Sepolcro, e Maria, lo benedice ancora, e lo ricopre di caldi baci, espressione infinita d'amore, e, depone con Lui il suo Cuore trapassato.

Riposi, riposi, o bianco fiore, sì presto mietuto. L'Eterno Padre cogliendoti,Ti ha corona­to Re dei Martiri... Oh! quanto è grande attraverso la tomba, la Tua gloria...

O Madre desolata, la parola mi muore sul labbro, e cado ai Tuoi piedi, ed effondo con Te, i gemiti del mio cuore... e ripeto Fiat! Fiat!

AFFETTI E PREGHIERE

Quanta tristezza riempie l'anima mia, o Vergine tutta santa, pensando all'immensa afflizione che amareggiò il Tuo Cuore nella­ deposizione fra le Tue braccia del Corpo divino di Gesù! Deh! permettimi, o cara Madre, che io mi prostri ai tuoi piedi: lasciami nume­rare e baciare amorosamente le piaghe che gli fecero i miei peccati. Io mi unisco a Te per seguirlo alla tomba, e, sebbene io sia l'infausta cagione di tutte le Tue pene, o desolatissima Madre, non rigettare un figlio colpevole, è vero, ma che viene a deporre nel Tuo Cuore materno il suo pentimento e dolore... Aprimi, o tenera Madre, le Tue braccia, ottienimi il perdono, di cui mi riconosco indegno, ma che spero di ottenere dalla Tua intercessione e dalla misericordia del Tuo divin Figlio. Così sia.

 

STAZIONE II

MARIA SANTISSIMA PARTE DAL SEPOLCRO DI GESÙ

O Divina Desolata, il momento supremo che mette ora al colmo il Tuo dolore ormai è giunto; bisogna che lasci quella Tomba bene­detta che rinserra le spoglie adorate del Figlio Tuo, che con le Tue materne e purissime mani hai, in uno al Tuo Cuore straziato, in essa deposte.

Il monumento già è stato chiuso con la grande lapide ed il Re dell'Universo giace estinto nella tomba, per la malvagità delle sue creature; e Maria, la dolce Madre, che lo amava immensamente, come suo Dio e suo Figlio, che viveva solo di Lui e per Lui, sempre sotto l'influsso dei suoi sguardi divini è loto, lo ha assistito con eroismo sovrumano nella strage sanguinosa del Calvario, ne ha raccolto con amore le sue disposizioni supreme, di essere la Madre del genere umano, allorché pendente dalla Croce, le rivolge accenti divini: Donna, ecco tuo Figlio. Ha benedetto il suo supremo anelito, e lo ha visto lentamente declinare il capo, e spirare. Quale invitta Sacerdotessa per la prima, ha offerto all'eterno divin Padre l'olocausto della grande Vittima, come Ostia di pace, amore e sacrificio, pura e santa. Ha raccolto la pietosa Madre, sul suo seno materno, la Salma benedetta del suo Gesù, e l'ha deposta in pace, nella tomba. Ora un'onda amarissima di dolore l'investe tutta e l'immerge in un oceano di pene intensissime.

Nello strazio della sua Anima, benedice ancora una volta, quella Salma adorata e la ricopre di teneri baci. Vede inserrare in quella gelida tomba il suo Gesù e ripensa alla freddezza dei peccatori verso di Lui, e, bagnando­la di lacrime, con espressione ineffabile di dolore, esclama: Addio, addio, o Figlio mio diletto... addio, amor mio!...

O Divina Desolata, Tu sei l'inclita Martire... Ai Tuoi piedi gli eroi del dolore deporranno attingeranno forza e coraggio per sostenere con pace ed amore i dolori più cocenti, che rattristano profondamente i cuori dei redenti del Calvario. Da Te sorretti, gusteranno i Tuoi figli gli effetti preziosi del dolore e saranno immersi in un pelago d'amore, che scaturirà dal Tuo petto materno, perforato dalla spada...

O Madre mia, l'unico strumento del Tuo martirio ormai è celato alle Tue pupille. Ricevi, ricevi la palma del martirio; e per i secoli futuri Tu sarai la Regina di tutti i Martiri; e tutti quelli che percorreranno la via del Calvario e del dolore si prostreranno dinnanzi a Te, e saranno da Te benedetti e confortati.

Regina dei dolori, deh! tiraci dietro a Te. Correremo ai profumi della mirra eletta, che emana dal Tuo petto straziato. Soffriremo con Te nel silenzio... e così diverremo grandi nel dolore... ci santificheremo mediante la sofferenza, da meritar la palma della vittoria... per essere sempre, conquiste benedette dei Tuoi dolori.

AFFETTI E PREGHIERE

O Vergine santa, oh quanta compassione io provo al ricordare quell'immensa desolazione, che attristò la tua anima, vedendoti senza il Tuo Figlio! lasciasti però sepolto il Tuo Cuore con Lui, perché Gesù era l'unico Tuo tesoro... Deh! o Madre, tirami fortemente a Gesù, onde il mio cuore sia una tomba d'a­more da farlo sempre riposare in esso... Dammi, te ne prego, un amore ardentissimo al Cuore Eucaristico, affinché visitandolo sempre nella tomba del Tabernacolo, e adorandolo, e ricevendolo con fede nella S. Comunione, possa io venire un giorno, disciolta dal corporeo velo, ad amarlo per sempre nel bel Paradiso, assieme a Te, per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

 

STAZIONE III

MARIA SS. TORNANDO DAL SEPOLCRO RIVEDE LA CROCE

La dolce Desolata, uscita che fu, assieme alla santa comitiva dei discepoli e delle pie donne, sorretta dal suo figlio adottivo, il pio Giovanni, passa pel Calvario, onde rientrare in Gerusalemme... Ormai l'orizzonte è rasserenato e limpido, giacché le tenebre che ricoprirono la terra nella morte di Gesù si sono diradate...; la luna risplende tacita e maestosa, e con argenteo chiarore e bellezza, par che voglia coprire gli orrori di quel giorno fune­sto... é le stelle col loro vivido raggio brillano nel cielo, e col loro tremolio par che vogliano gemere ancora sul decesso del loro Creatore, che giace estinto nella Tomba... Sembra una visione purissima di bellezze celestiali...

Gli aranceti dei giardini vicini emanano il loro grato e gentile profumo, mentre le acque del Giordano ripetono incessantemente: E' tregua, è tregua... Ma la dolce Figlia di Sion, avvolta nel suo manto azzurro, passa lentamente pel Calvario, ed ivi al chiarore degli astri, rivede la Croce, tutta bagnata di sangue... s'inginocchia, l'abbraccia con affetto... l'adora devotamente, e la bacia con più profondo sentimento d'amore. Le sue labbra verginali si bagnano del sangue del suo Gesù, e addivengono così «come gigli goccianti dolce mirra», e mestamente ripete: «O Croce benedetta, santificata dal mio Figlio morente, io Ti venero. La mia vita e quella dei miei figliuoli adottivi sarà sempre segnata dal Tuo sigillo. Tu sarai il segnale di predestinazione degli eletti, la bandiera gloriosa della vittoria, il trofeo degli eroi e l'ancora della speranza e la stella luminosa per quei che camminano per la via del dolore».

O anime sorelle, amiamo la Croce, ed attacchiamoci fortemente ad essa; con amore portiamola in compagnia di Gesù; e allorquando la tempesta erompe intorno a noi e par che la piccola navicella dell'anima nostra voglia sommergere... forte stringiamoci a questo vessillo salutare, e sotto le sue ali, dolcemente riposiamo, come il divino Maestro sulla barca di Pietro, ed in pace aspettiamo il sedar della tempesta.

E quando il nostro fragile involucro sarà per dissolversi, onde essere poi con Cristo, oh! allora, o Croce santa, tu ci apparirai bella e raggiante di splendori e di allori... e nella tua dolce visione, benediremo tutti i dolori e le tue pene sofferte per l'alto ideale di Cristo, e della Chiesa sua santa, e fra i tuoi amplessi, renderemo a Dio l'anima nostra.

AFFETTI E PREGHIERE

O Maria! che in mezzo alle più amare afflizioni ed ai più crudeli terrori conservasti un'esemplare pazienza, un'inalterabile dolcezza, una perfetta rassegnazione, che non conoscesti altra felicità che quella del sacrificio: che non avresti altra ambizione, se non soffrire con Gesù e per Gesù: o Madre del divin Crocifisso, e dei figli della Croce! ottienimi la grazia di desiderarla; di amarla come Te, di portarla coraggiosamente, e passo passo seguire Gesù nella via della rinunzia e del sacrificio. Ottienimi la grazia di ben persuadermi, che il vero amore non sia robusto se non nutrito delle spine, degli strazii, degli obbrobri del Calvario. Ah! poiché la croce, le contraddizioni, la povertà, le umiliazioni furono le delizie di Gesù, impetrami, che tutte queste cose, così penose alla debolezza della nostra natura, si cangino per me, in delizie. E fa ancora, o tenera Madre mia, che se Gesù mi dà la croce, a sua volta la croce mi doni Gesù, nel tempo dell'eternità. Così sia.

 

STAZIONE IV

MARIA SS. RITORNA A GERUSALEMME

Il sacrificio ormai è compiuto. L'augusta Desolata Madre di Gesù, ha pronunziato i suoi generosi Fiat...: Ella ha percorso col Salvatore le lunghe e crudeli tappe della via dolorosa... e con Lui è salita al Calvario, e lo ha visto questo Figlio amatissimo soffrire e morire sulla croce, immolandolo generosamente per la nostra salvezza...

Il cuore di Maria è affranto da dolori. Gesù non è più là, non sarà mai più con Lei. Il suo volto di Paradiso, che gli Angeli adorano, non lo vedrà più. Nelle ore d'angosce del suo lungo e penoso martirio, succede il dolore dell'assenza. Ora, la desolata Madre ritorna al Calvario, che, pei secoli avvenire, sarà la vetta gloriosa, testimone del suo sovrumano eroismo.

O strade di Sion, piangete, piangete pure, poiché passa in mezzo a voi la divina Desolata, priva del suo Unigenito, e sulle vostre zolle, essa rintraccia a stille a stille il sangue prezioso del suo Gesù.

Stringe al suo seno, come un fascetto di mirra, la corona di spine ed i chiodi ferali, che ha raccolti sul Golgota, e che terrà sempre con Sé, nella sua solitudine. Nel doloroso cammino essa ricorda ad una ad una le scene più pietose del suo Gesù, l'incontro con Lei, sulla strada del Calvario, quando fu aiutato dal Cireneo a portare la croce. Rivede la colonna, ove fu flagellato e coronato di spine, la loggia di Pilato, ove fu mostrato al popolo, il luogo della condanna, tutto, tutto ricorda, ed oh! quali spasimi, quali rimembranze dolorose. quella città decida, oh! quale non fu il suo rammarico al riflesso, che solo pochi giorni prima fu acclamato Gesù, al suo trionfale ingresso in quella città, con i più clamorosi osanna; ed ora lo hanno crocifisso e fatto morire sì crudelmente. O Gerusalemme, Gerusalemme, convertiti al Signore Iddio tuo, che ha versato lagrime sulla tua rovina.

AFFETTI E PREGHIERE

O Maria, Tu santamente ti addolorasti all'aspetto di Sion, che un tempo ti era sì cara. L'anima mia, vestita di grazia per un tempo era bella ai Tuoi occhi, ma caduta in peccato, addivenne più rea, più esecrabile di Gerusalemme. Se però fui sconoscente, non voglio essere stimato come quella città. Me ne sto piangendo ai Tuoi piedi confuso, addolorato.

O Madre pietosissima, per quella desolazione che soffriste nello scendere dal Calvario, e rientrare in Gerusalemme, deh! scendi con le tue grazie nell'anima mia, rientra con la tua benedizione, vieni, assiditi in essa con la tua predilezione. Così sia.

 

STAZIONE V

MARIA SANTISSIMA VIENE ACCOLTA DA GIOVANNI NELLA SUA CASA

Dio ha pietà di questa Madre desolata, e le dà un sostegno nel suo doloroso abbandono: S. Giovanni, il discepolo amatissimo, che il Salvatore ha designato sul Calvario, e la sostiene in quest'ora suprema, è la sua guida fedele. L'accompagna nel ritorno a Gerusalemme, e la conduce alla sua casa; e più tardi verrà a darle la forza di sopportare il suo esilio, portandole ogni giorno il Corpo Eucaristico del suo divin Figlio. A sua volta la dolce Madre amava questo figlio di predilezione, il pio Giovanni, e in lui tutti i suoi figli adottivi, lasciati a Lei da Gesù sulle vette del Golgota, e soffriva, e pregava sempre per la nostra eterna salvezza. Ma oh! quale angoscia inesprimibile recava alla Desolata questa mutazione la casetta di Giovanni non era il dolce nido di Nazaret, ove miriadi di Angeli con le loro arpe dorate facevano echeggiare i loro celesti concerti, le loro melodie di Paradiso; e ove tutta la sua vita si effondeva in quella di Gesù, che era per Lei il suo sorriso, la sua gioia, la sua beatitudine, il suo lo, la sua gloria, la sua corona. Anche nei suoi leggeri sonni il suo cuore palpitava sempre d'intensissimo amore, per il suo Gesù; e lo vedeva questo Figlio divino crescere in bellezza ed in grazia appresso Dio e gli uomini, e Lei si beava e si struggeva di amore.

Ed ora, al dire di S. Bernardo, la Vergine rifletteva la grande differenza tra S. Giovanni ed il suo Gesù, il servo per il Signore, il discepolo per il Maestro, il figlio di Zebedeo per il Figlio di Dio, l'uomo puro per il Dio vero; di modo che la sua pena intensissima per questa mutazione durò per tutta la sua vita, fino a che non si congiunse per sempre al suo Gesù nel cielo, nel giorno della sua gloriosa Assunzione in Paradiso.

O Giovanni, figlio benedetto di Maria, ora non riposerai più sul petto di Gesù, come alla sera della gran Cena. Il tuo talamo è il seno di Maria. Lì farai i tuoi sonni d'amore, qui, nelle ore meste della vita, allorquando il cielo è grigio ed oscuro, troverai conforto e sollievo. - In quest'orto di delizie, ove a mille a mille i gruppi di rose e di gigli emanano profumi deliziosi, assieme al balsamo odoroso, che spira d'intorno soave fragranza, troverai la tua requie; e dopo di te, tutti correranno a questo Cuore materno, e tutti, in questo benedetto, troveranno pace e salvezza.

AFFETTI E PREGHIERE

Afflittissima Madre, ahi! che nel vederti piangere nella casa dell'amato Discepolo, il morto Figliuolo, anch'io mi sento venir meno pel dolore! Vorrei tenerti compagnia; ma oh Dio! i miei peccati, le mie malvagità, l'esser reo della morte del tuo Figlio, mi sgomentano assai. Il saper però che Gesù ti ha lasciata per mia Madre, oh! questo mi rende sicuro che tu non mi abbandonerai. Regina dei Martiri, Madre di misericordia, Rifugio dei peccatori, ti accompagno con la più tenera compassione; col più vivo dei miei affetti. E giacché vuoi che ami chi mi ha offeso, ecco che, per amor tuo, perdono a tutti quelli che mi hanno recato pene e noia; ma intanto impetrami da Gesù il perdono delle mie colpe, e l'amor suo purissimo. Così sia.

 

STAZIONE VI

MARIA SS. TIENE SEMPRE DAVANTI LA PASSIONE DEL FIGLIO

Il Signore mi ha posto desolata, così ripete l'augusta Madre nella sua dolorosa solitudine. Dopo la morte del suo Gesù, notte e giorno essa è immersa in un'estasi profonda di amarezze, che la fa gemere di dolore e di amore, nel ricordare ad una ad una tutte le pene, gli strapazzi del suo Gesù, che ha dovuto lasciare nella fredda tomba. La sua penosa agonia nell'Orto degli ulivi ed il suo sudore di sangue; il perfido tradimento di Giuda, la sua cattura, allora quando fu trascinato come un reo per i tribunali di Gerusalemme.

Ripensa la pietosa Madre alla crudele flagellazione, alla coronazione di spine, e come viene fatto segno a re di burla, ed insultato in modo inaudito; come viene proposto a Barabba, e chiesto crocefisso da un popolo insolente, a cui Gesù ha fatto sempre del bene; ed ingiustamente viene condannato alla crudelissima morte in croce.

Con lagrime di dolore inesprimibile Essa ricorda ancora il suo doloroso incontro per la via del Calvario. Quando Gesù, carico della pesante croce, cadeva sfinito sotto di quella, e da quei crudeli manigoldi veniva rialzato a furia di calci e urtoni; e con rabbia infernale da essi trascinato al luogo designato; e, mentre il mansueto Signore soffriva tutto in silenzio, con calma e pazienza invitta. Giunti che furono sul Golgota, vede quei barbari tirargli addosso con infiniti stragi quella veste bene­detta che Lei aveva lavorata con tanto amore, e che cresceva con Lui; ed ora viene divisa e tirata a sorte, privando Lei di quel prezioso indumento, che omai le sarebbe stato un soave ricordo. Vede il suo Gesù mettersi sulla Croce, come un mansueto Agnello, per essere immolato e che viene crudelmente crocifisso con grossi chiodi, che gli trapassano le mani ed i piedi sacrosanti! che fan cadere la croce violentemente nella buca preparata. L'Augusta Madre osserva come quello scuotimento gli riapre tutte le piaghe sanguinanti, e dopo che Gesù è stato elevato in alto, ne ascolta la dolente voce... che prega pei suoi crocifissori: - “Padre, perdona loro, poiché non sanno quello che fanno”. - Nella sua mente ricorda tutte le parole pronunziate da Gesù sulla croce, allorquando gemeva dell'abbandono del Padre... quando aveva sete... ed avrebbe voluto almeno offrirgli le sue lagrime per dissetarlo... ed in ultimo lo sente gridare: “Nelle Tue mani, o Padre, raccomando lo spirito mio...” e poi, lentamente declinare il capo, e spirare...

O dolce Desolata, sempre immersa in quel mare di pene e di infinito dolore, che il tempo non valse a lenire, accendi nei nostri cuori una fiamma inestinguibile di amore e di compassione per l'amarezza del Tuo pianto di Passione del Tuo e nostro Signore Crocifisso.

AFFETTI E PREGHIERE

O Regina inconsolabile, Tu tenesti sì visiva­mente impressa la passione di Gesù nella tua bell'anima, perché Gesù era l'unico Tuo amore. Deh! fa parte anche a me, poverello, del Tuo amore sì grande per Gesù. Tu che sei la Madre mia, scolpisci anche nel mio cuore la divina Passione, affinché io viva sempre innamorato adoratore delle Piaghe di Gesù, dalle quali spero ogni bene. Ti compatisco con tutto il cuore per l'estrema desolazione che sentisti nel contemplare notte e giorno la Passione e Morte dell'unigenito Tuo Figliuolo. Ti ringrazio, o buona Madre, d'aver tanto dolorato per me, deh! fa che tanto dolore non sia vano per me.

 

STAZIONE VII

MARIA DEPLORA L'INGRATITUDINE DEGLI UOMINI ALLA PASSIONE DI GESÙ

La più crudele pena che amareggiò il sensibilissimo Cuore della dolce Desolata, priva del suo Figlio, fu appunto l'ingratitudine degli uomini verso il suo Gesù, il quale con piena dedizione fece loro ogni bene, come attesta il S. Vangelo; e dopo averli redenti col proprio sangue, e datosi loro in cibo e bevanda nell'Eucaristico Sacramento vede che gli uomini corrispondono a tanta immensa carità con le più enormi ingratitudini e freddezze. E per questi figli ingrati e disleali, il sangue divino del suo Gesù sarà versato invano.

A questi riflessi la cara Madre era sommamente afflitta e dolente; poiché con il dolcissimo vincolo d'amore, col quale Gesù dall'alto della Croce l'aveva fortemente legata agli uomini. Essa li amava teneramente, e li voleva tutti salvi, poiché tutti indiscutibilmente erano parte viva del suo seno paterno; e tutti partecipi della sua amorosa maternità. Ella vedeva questi ingrati figliuoli avventarsi furibondi per la durata dei secoli contro il suo Gesù: bestemmiarlo, oltraggiarlo, calpestarlo e profanarlo in tutti i modi nel suo Sacramento d'amore, col quale Gesù perpetuava la sua dimora in terra, onde essere il nutrimento ed il tenero amico delle anime.

O Signore, perdona ed usa misericordia a tutti; e a Te grido con il pubblicano ravvedu to: «Signore, siate propizio a me peccatore...»; e Ti prego ancora con la S. Chiesa: «Ricordati, o dolce Gesù che io son la causa della Tua dolorosa via, non mi perdere nel dì finale». In cerca di me Ti sedesti stanco, mi riscattasti, soffrendo la croce, fa che tanto travaglio non mi sia vano.

O Madre Desolata, io mi unisco a Te, e deploro con dolore sì enorme ingratitudine delle Tue creature verso Gesù ed alla sua Passione atrocissima. Mutaci in sante, o cara Madre; ispiraci sentimenti di tenero amore e gratitudine verso Gesù, e fa che possiamo ter­gere le Tue lacrime dal Tuo volto soffuso a mestizia, e che la nostra vita sia pura e santa, e che viviamo solo di amore per Te e per Gesù aspirando sempre al Paradiso, onde unirci per sempre a Te ed al Tuo dolce Figlio.

O Gerusalemme celeste, a Te sono rivolti i nostri pensieri, perché ivi sono i nostri Tesori: Gesù e Maria. I nostri occhi sono velati di mesti­zia, allorché li eleviamo verso il cielo, dove sono gli amori nostri, e con flebili note cantiamo col Salmista il cantico del dolore e dell'esilio.

«Sulle rive dei fiumi di Babilonia, ivi sedemmo, e piangemmo, ricordandoci di te, o Sionne. Ai mesti salici, piantati in mezzo ad essa, appendemmo i nostri strumenti musicali... I nostri vincitori, che ci avevano menato schiavi, ci domanderanno le parole dei nostri cantici. E coloro che ci avevano rapiti, dissero: «Cantate a noi un inno di quelli, che si cantano in Sionne. - E come mai canteremo un cantico del Signore in una terra straniera? - Se io mi dimenticherò di te, o Gerusalemme, sia messa in oblio la mia destra. Si attacchi la mia lingua alle mie fauci, se io non avrò memoria di te; se io non metterò Gerusalemme al di sopra di qualunque mia allegrezza...»».

AFFETTI E PREGHIERE

Buona Madre, tenera consolatrice degli afflitti, o Tu che hai conosciuto l'abbattimento del dolore, abbi pietà di quelli che pregano... di quelli che soffrono... di quelli che piango­no e ancora di quelli che sospirano a Te.

Insegnaci, o Madre, a pregare e a soffrire con Te; insegnaci che la via che ci conduce al Cielo è un viaggio difficile e seminato di pericoli. Ma è immensa la felicità che ci è riservata, se non abbiamo saputo accettarne le pene con la rassegnazione nel cuore, a Tuo esempio, o Madre amorevole, e guardando il Tuo divin Figlio sulla Croce.

 

CONCLUSIONE

O Madre mia Desolata, come è trascorsa rapida quest'ora di Paradiso, passata vicina vicina a Te, in una effusione dolcissima d'amore compassionevole per Te, o cara Mamma mia. Ora sento di gustare la felicità nel patire unita a Te; ma, o Madre bella, il mio povero cuore è ripieno d'amore tenero e forte per Te. Fo mie le parole dell'Ecclesiastico: «I gemiti della Tua Madre non li dimenticare giammai. Sì, o Maria, te lo prometto sinceramente... La mia vita scorrerà sempre immersa nell'amore compassionevole per Te...

I tuoi dolori saranno per me, una fonte di benedizioni, di grazie, e carismi sovrumani... Ed io vivrò per sempre con Te, in una poesia dolcissima di carità, ed unita a Te, gusterò melodie di Paradiso, poiché la mia vita sei Tu stessa.

A Te consacro tutti gli affetti miei, i miei respiri, i palpiti del mio cuore. Alla memoria dei Tuoi dolori tutti i miei pensieri. Te sempre invocherò in tutti gli istanti della mia vita. Tu sarai sempre per me la Stella luminosa che mi guiderà al Cielo, seguendo le ispirate parole di S. Bernardo:

«In tutte le tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria... nelle tentazioni, nei pericoli, guar­da la stella, invoca Maria». Nei dubbi, nelle tristezze, nelle infermità, alzerò sempre gli occhi lassù a mirare questa lucente Stella del Cielo, l'invocherò sempre, sempre. Il Tuo nome, o Maria (che significa mare amaro) lo metterò sul mio cuore, come un sigillo d'amo­re... starà sempre sul mio labbro... e l'ultimo respiro della mia povera vita (che si estingue di dolore e di amore) sarà per Te... T'amo, o Maria, spero di morir d'amor per Te.

Ed ora, o Mamma cara, imploro la tua materna benedizione. Io Ti amo assai, e Tu sorridimi sempre. Fa brillare su di me i Tuoi riflessi di Paradiso; affinché io viva e muoia d'amor per Te e per Gesù. Vieni, o dolce Madre, io Ti aspetto nell'estremo della mia vita, ed accogli per sempre nel Tuo seno materno il mio ultimo anelito, la mia povera anima, e rendila beata in Te, per tutta l'eternità. Così sia.

Il Sommo Pontefice Pio VII concesse Indulgenza Plenaria a chiunque pratica l'ORA DELLA DESOLATA, sia una volta all'anno (al Venerdì Santo), sia a chi la esercita in tutti i Venerdì o Sabati dell'anno, meditando, almeno per mezz'ora, la Desolazione di Maria Santissima.

 

 


 

STABAT MATER DOLOROSA

 

Addolorata in pianto,

la Madre sta presso la croce

da cui pende il Figlio.

Immersa in angoscia mortale,

geme nell'intimo del cuore

trafitto da spada.

Quanto grande è il dolore

della benedetta fra le donne,

Madre dell'Unigenito!

Piange la Madre pietosa

contemplando le piaghe

del divino suo Figlio.

Chi può trattenersi dal pianto

davanti alla Madre di Cristo

in tanto tormento?

Chi non può provare dolore

davanti alla madre

che porta la morte del Figlio?

Per i peccati del popolo suo

ella vide Gesù nei tormenti

del duro supplizio.

Per noi ella vede morire

il dolce suo Figlio,

solo, nell'ultima ora.

O Madre, sorgente di amore,

fa' ch'io viva il tuo martirio,

fa' ch'io pianga le tue lacrime

Fa' che arda il mio cuore

nell'amare il Cristo Dio,

per essergli gradito.

Ti prego, Madre santa:

siano impresse nel mio cuore

le piaghe del tuo Figlio.

Uniscimi al tuo dolore

per il Figlio tuo divino

che per me ha voluto patire.

Con te lascia ch'io pianga

il Cristo Crocifisso

finché avrò vita.

Restarti sempre vicino

piangendo sotto la croce:

questo desidero.

O Vergine santa tra le vergini,

non respingere la mia preghiera,

e accogli il mio pianto di figlio.

Fammi portare la morte di Cristo,

partecipare ai suoi patimenti,

adorare le sue piaghe sante.

Ferisci il mio cuore con le sue ferite,

stringimi alla sua croce,

inebriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso

rimani, o Madre, al mio fianco,

salvami dall'eterno abbandono.

O Cristo, nell'ora del mio passaggio

fa' che, per mano a tua Madre,

io giunga alla meta gloriosa.

Quando la morte dissolve il mio corpo,

aprimi, Signore, le porte del cielo,

accoglimi nel tuo regno di gloria.

 

Prega per noi, Vergine addolorata.

E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

Preghiamo.

O Dio, tu hai voluto accanto al tuo Figlio la sua Madre addolorata: fa' che la tua Santa Chiesa associata con Lei alla Passione del Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 


 

RITORNO A TE, O CARA MADRE 

(P. Giacinto Osso da Belmonte, Cappuccino)

 

Ritorno a Te, o cara Madre, al declinare del giorno, misero e pur stanco di lavoro e di penare. Oh! Come sono belli questi taciti momenti trascorsi ai Tuoi piedi, al chiarore della lampada amica. Tutto nel Tuo seno materno e nel Cuore Eucaristico di Gesù io riverso, e gioia e dolori, fatiche e tormenti; tutte le mie passioni ancora, onde Tu le distrugga e mi renda più bello, più degno del Tuo Amore e degli sguardi del Figlio Tuo Divino. Spero, o dolce Madre, che mi ami ancora, che al mio dolore ed alle cocenti lacrime, che mi sgorgano dal cuore, Tu mi risponda: “ T’amo ognor…”. Ascolta un figlio sitibondo d’amarTi e morir fra i tuoi amplessi. Ti do l’ultimo bacio e l’addio della sera, ma nel mio cuore Ti porto sempre. Al sonno dolcemente mi abbandono, custodiscimi come la pupilla del Tuo occhio. E sotto l’ombre delle Tue ali materne io riposo, ma il mio cuore non dorme. Esso palpita ancora e Ti innalza il cantico d’amore. O Angeli, inneggiate per me sulle vostre arpe dorate, con armonie d’amore alla Regina dei Martiri. Stelle che i cieli ornate, coronate per me la Madre mia Addolorata. Fiori dei prati, profumatela per me. Onde del mare, che simboleggiate l’immensità dei Suoi dolori, beneditela per me. Cedro del Libano, cipresso del monte Sion, palma di Cades, rosa di Gerico, ulivo specioso dei campi, tutti che raffigurate le sue bellezze, adornatela per me. E Tu, o margherita, piccolo fiore senza profumi, parla per me, piccolissima, or che le mie labbra saranno mute. Santi tutti del Paradiso lodatela e glorificatela per me…

O cara Madre, imploro la Tua Materna benedizione con quella di Gesù Crocifisso. Ti bacio forte forte e mestamente ti sussurro: “A…Dio, A…Dio”.

 


 

ALLA MADONNA DELLA PIETà 

 

Vergine santissima Addolorata, che piangi sulle sventure a noi imminenti, per quel Gesù deposto sulle tue ginocchia, morto per nostro amore, abbi di noi pietà. Accendi in noi sentimenti di compunzione e di dolore, affinché detestando le nostre colpe, siamo liberati dai minacciati castighi e fatti degni di celesti favori. Maria, proteggi noi, le nostre famiglie, i nostri interessi; preservaci, pietosa, da ogni pericolo, soprattutto dal cadere nel peccato. Per Gesù Cristo Signor nostro. Amen. 

 


 

PER OTTENERE UNA BUONA MORTE 

 

Dolcissima Madre, che tante lacrime hai voluto versare sopra la passione di Gesù e sopra i miei peccati, che ne furono la causa, io ti prego, a nome di ciascuna di queste tue amarissime lacrime, di assistermi in quel momento in cui si dovrà decidere la sorte importantissima della mia eterna salvezza. Ricorda, mestissima Madre, come tra le tue lacrime, sotto la Croce, fosti dichiarata mediatrice dei peccatori. In quell'ora di mio sommo bisogno, mostrati Madre misericordiosa, in modo che, ponendo l'anima tra le tue braccia, in quel momento il mio angelo custode possa dirmi:"Ecco tua Madre"; e confusi partano da me gli spiriti ribelli, mentre sentiranno dire a mia consolazione: "Donna ecco tuo figlio". Se io sono il figlio delle tue lacrime, possa un giorno essere il figlio della tua gloria. Amen.