BIBLIOTECA CAPPUCCINA

"SS.mo CROCIFISSO"

 

Ci risulta che a Cosenza, fin dagli inizi, c'è sempre stata una rispettabile biblioteca cappuccina. Però, come i frati e le loro abitazioni, è andata soggetta a mille vicissitudini. Pertanto è doveroso, prima di presentare l'attuale, conoscerne le radici. Anche perché queste, in ultima analisi, interagirono con quelle degli altri conventi della stessaBiblioteca Cappuccina "SS.mo Crocifisso" circoscrizione, considerato il fatto che tra di esse vi era affinità. Quella cioè di offrire a tutti i frati pari opportunità per la propria formazione ed elevazione spirituale. Del resto ciò era conforme allo spirito delle prime Costituzioni cappuccine. Esse ordinavano infatti che in ogni convento vi fosse una piccola stanzia, ove conservare la Scrittura sacra e alcuni sancti dottori. Col passare del tempo la quantità dei libri andò aumentando in vista dell'incremento numerico dei frati, ma anche per includervi altre materie e così arricchire la cultura dei più dotati, come i lettori, per esempio. Ciò non per soddisfazione individualistica, piuttosto per incentivare il sapere nei giovani aspiranti, come anche per l'aggiornamento necessario ai fini di un apostolato sempre più incisivo. In questo contesto s'inserisce l'inchiesta romana, voluta dalla Chiesa post-tridentina, per conoscere la fedeltà degli Ordini Religiosi al Concilio di Trento circa i libri. Ebbene quell'inchiesta trattò l'argomento "libri" in modo globale. Cioè unificò i cataloghi del patrimonio librario dell'intera circoscrizione cappuccina di Cosenza.Perciò anche noi seguiamo la stessa falsariga. Così, dopo un rapido sguardo retrospettivo alle vicende che accompagnarono tutte le biblioteche cappuccine del territorio, potremo più opportunamente trattare il nostro assunto.

 


 

LE SUE ORIGINI

Se è vero che tutti gli ordini religiosi, alcuni con marcata specificità, hanno dato particolare importanza alla biblioteca, possiamo ben dire che i cappuccini, fin dalla loro origine, non furono da meno. In buona sostanza per gli avviati al sacerdozio, dopo la chiesa, la biblioteca costituiva una sorta di santuario. Restringendo il discorso alla provincia religiosa di Cosenza, è certo che tra il cinque e il seicento su 37 conventi, 24 avevano la biblioteca, rispondente all'ingiunzione generalizia "Si facciano librarie in alcuni luoghi principali". Nei restanti 13 conventi, abitati da poco numero di religiosi chierici, i libri utili all'apostolato non mancavano, ma non erano tanti da formare una vera libraria. Risulta infatti che i conventi con libreria: Acri, Altomonte, Belvedere Marittimo, Bisignano, Carolei, Casalnuovo, Cassano Jonio, Castrovillari, Celico, Corigliano Calabro, Cosenza, Dipignano, Montalto Uffugo, Mormanno, Nocera Terinese, Oriolo, Paola, Pedace, Roggiano Gravina, Rogliano, Rossano, Saracena, Scigliano e Torano erano ritenuti "principali", perché abitualmente luoghi di formazione, cioè di noviziato e di studio. Perciò sede degli educatori e dei predicatori, i quali necessitavano di aggiornamento e di approfondimento della loro cultura per esercitare dignitosamente la propria specializzazione. Va detto che in questi casi la libraria dei conventi principali conteneva un patrimonio librario sempre  in aumento e ben selezionato, sicché dette librarie non si differenziavano granché l'una dall'altra. Oggi è impossibile quantificare il numero dei libri posseduti dai singoli conventi; però è possibile che qualcuno ne avesse di più. Quello di Cosenza, per esempio. Capoluogo di provincia, nel suo convento cappuccino c'è sempre stata la Curia Provincializia, sia nella prima fondazione del 1534, a partire dal 1584, che nella seconda del 1652. Fu abitualmente sede dello studio teologico, quindi abitazione durevole dell'elite intellettuale della Provincia religiosa. Perciò una biblioteca adeguata non poteva, non doveva mancare. Ciò era conveniente anche per il fatto che essa era inserita nelle specifiche caratteristiche socio-economiche e culturali della capitale dei Bruzi.  


Per costituire il patrimonio librario delle nostre biblioteche, oltre gli acquisti doverosi fatti dalla "comunità" ed eventuali donazioni dei benefattori, spesso vi era l' apporto dei nostri predicatori. Infatti non era raro il caso che venissero ricompensati con libri che, per loro espressa volontà, erano destinati ad incrementare la biblioteca del convento dov'essi abitavano. C'è di più. Gli stessi predicatori, autorizzati dai superiori, potevano acquistare libri giudicati utili e convenienti, là dove predicavano. Sono notizie che essi stessi ci trasmettono indirettamente, avendolo scritto negli spazi bianchi del frontespizio dei libri ricevuti o acquistati. Così su DIVI THOMAE AQUINATIS, In omnes beati Pauli Apostoli epistolas commentaria, Antuerpiae 1569, leggiamo: "Dato da Donno Masilio da Paterno a me frate Silvestro da Rossano et
lo lasso in Rossano". Ovviamente questo padre Silvestro è il conclamato predicatore che per 40 anni, nella seconda metà del cinquecento, ha salito il maggior numero dei principali pulpiti d'Italia. Poi, ritiratosi in provincia, non disdegnò di predicare in piccoli paesi, appunto come Paterno qualche anno prima della morte, che lo colse nel convento di Montalto Uffugo il 30.04.1596.
La seconda possibilità, cioè l'acquisto, si riscontra sulle Concordantiae Bibliorum utriusque testamenti Veteris et novi, Antuerpiae 1612, ove si legge: "Ad uso di frate Cesario da Cosenza pred.re cap.no compratale dal S.or Fabrizio di Salerno, suo parente, et dopo che se ne sarà servito
con potestà che sia del lettore di Cosenza".
Oltre che predicatore e poeta molto lodato, padre Cesario si distinse come lettore di filosofia e teologia. Per la sua pacatezza lo chiamavano "Giobbe": Morì a Cosenza il 15.08.1638. Questa seconda modalità, per dotare le biblioteche, era assai praticata nel settecento, alquanto
meno nell'ottocento per diversi motivi.
È una constatazione che non può sfuggire, perché sono veramente tanti i libri acquisiti alle nostre biblioteche, in quegli anni, con l'annotazione dell'acquisto personale. Eccone qualche esempio:

J.G. BOYVIN, Philosophia Scoti, Venetiis MDCCXIX. "Ex libris Patris Fidelis a Sciliano Concionatoris ac Lectoris cap.ni laboribus acquisitis. Cum superioris licentia et facultate apud ipsum etc. 1751".  

TIMOTEO DA BRESCIA, Panegirici di Santi, Brescia MDCCXXXII. "Ad uso dei padri Felice Antonio e Silvestro da Scigliano procurato per Messe 7 ed applicato nel convento di Scigliano dopo la loro morte".
CHALLONER, mons., Meditazioni, Napoli 1816.
"Appartiene alla libraria dei Capp.ni di Scigliano, procurato dal M.R.P. Ambrogio da Carpanzano 1823".

GIACINTO ROMEO, Meditazioni proposte agli Ecclesiastici, Napoli MDCCLXI.

"Ad uso di fra Francesco M. da Confluenti procurato peso di due Messe ed applicato alla libreria di Scigliano dopo la sua morte".


LE SOPPRESSIONI DEL XIX SECOLO

Intendiamo riferirci a quella napoleonica dell'inizio del secolo e a quella del Governo italiano di fine secolo. Se solo avessero arrestato l' afflusso del patrimonio librario nelle nostre biblioteche, manco male ! Invece manco male un corno, perché prima l'una e poi l'altra, hanno prodotto effetti devastanti per la perdita definitiva di quasi tutti i conventi e di altrettante biblioteche. La prima infatti nel 1806 determinò la totale distruzione di Campo Tenese. Cioè il convento-ospizio che i francesi stessi avevano trasformato in santabarbara, accidentalmente incendiata. Inoltre per l 'uso cui erano stati adibiti, o perche concessi in enfiteusi a privati per meriti acquisiti presso i governanti napoleonici, non furono mai più recuperati i conventi di Altomonte, Amantea, Carolei, Casalnuovo, Cirò, Dipignano, Luzzi, Montalto Uffugo, Piane Crati, Strongoli e Terranova di Sibari; ovviamente con tutto ciò che nei rispettivi conventi era conservato. Si, perché gli esecutori delle leggi eversive, con le quali il governo napoleonico e quello italiano avocarono a se i beni e gli istituti ecclesiastici, hanno usato tanta brutalità, anche fisica in alcuni casi, da non consentire alcuna possibilità ai frati di poter portare con se almeno il necessario. Dopo circa un decennio di soppressione, dei 25 conventi non incamerati definitivamente, soltanto 21, malconci e spogliati di tutto, furono retrocessi ai frati. Però tutto il merito fu di Ferdinando I di Borbone. Egli infatti, divenuto re delle Due Sicilie nel 1816 per il congresso di Vienna, come primo atto della sua clemenza ripristinò tutti i francescani. Ciò nonostante, per riavere quelli di Cosenza, Pedace, Orsomarso e Morano Calabro, ci vollero gli anni trenta ed anche più, essendo occupati da soldati che, in qualche caso, erano ammalati. La soppressione napoleonica dunque, anche se relativamente di breve durata, fu pur sempre nefasta. Può essere considerata un' anticipazione di quella effettuata dal governo italiano con legge del 7 luglio 1866. Questa infatti, avendo trovato i religiosi e i loro conventi ancora in fase di riassetto, fu addirittura deleteria. Nella provincia cappuccina di Cosenza ha minato la stessa istituzione religiosa, sia moralmente che materialmente. Tanto che i frati, non potendo più riavere i propri conventi e quant'altro ad essi apparteneva, un consistente numero di loro fu costretto alla diaspora.


Nel marasma che si era creato in tanta sciagurata circostanza non mancarono frati genuinamente francescani. Furono questi che in alcuni luoghi ricostituirono famiglie religiose in abitazioni offerte generosamente da benefattori, oppure presi in fitto. Altrove si pote avere in pigione il convento non ancora destinato ad uso civile. In due occasioni tramite persone prestanome, furono acquistati conventi messi all'asta. Infine a due nostri confratelli fu concesso ufficiare la chiesa conventuale e poter abitare una esigua parte dello stesso convento. Ebbene, tornando al discorso "biblioteche", soltanto nell'arrembaggio sortito nei casi predetti è stato possibile salvare sostanzialmente la biblioteca. Così avvenne a Scigliano, a Morano Calabro, ove pervennero anche libri da Mormanno, ad Acri e a San Giovanni in Fiore. Conventi che in definitiva, furono gli unici che è stato relativamente possibile riscattare. Però il patrimonio librario che vi fu trovato continuò a deperire, perché i religiosi sopravvissuti alla bufera soppressiva hanno dovuto prima riattare, fra mille difficoltà, i conventi riscattati. Poi iniziò il loro inarrestabile assottigliamento numerico tant'è che, dopo la massiccia batosta subita, nuove vocazioni erano una speranza effimera. Si è arrivati al punto che, dei conventi riaperti, qualcuno era abitato da due o tre religiosi sacerdoti ed altrettanti fratelli non chierici; gli altri da un sacerdote o addirittura da un fratello non chierico, ed in questa eventualità è anche certo che la permanenza fu saltuaria. In tali condizioni i libri, non più oggetto d'attenzione, continuarono a depreziarsi. Anzi, almeno in un caso, vi fu dell'oscurantismo in chi avrebbe dovuto custodirli in quanto la biblioteca divenne luogo di passatempo smodato (qualche volume porta segni d'impallinatura), oltre ad essere lasciata aperta a pseudo amici che hanno fatto razzia di libri pregiati. Altro che ingiunzioni dei Capitoli generali del 1733 e 1747! Essi rispettivamente recitano: "In ogni convento dove siavi libreria ordinata e sufficiente, si deputi un sacerdote come bibliotecario, il quale abbia cura di prender nota dei libri che si estraggono dai religiosi". "Sarà cura del bibliotecario di tenere chiusa e guardata la libraria, e di non mai lasciarla aperta ai secolari, abbandonata nelle loro mani, non senza pericolo che manchino libri, come più di una volta è accaduto".


AMBIENTAZIONE

In seguito alla seconda soppressione non si è potuto più ottenere il convento di Cosenza, in breve tempo adibito ad alloggio di truppe e poi ad ospizio di mendicità. I cappuccini l 'han dovuto abbandonare in tutta fretta. Però, con le poche cose personali, riuscirono a portar via dalla biblioteca alcuni libri ritenuti importanti. I quali, ovviamente, peregrinarono per 44 anni insieme ai frati in quelle abitazioni ove essi presero dimora nella città di Cosenza. Finalmente il primo gennaio 1915 quella definitiva, avendo ottenuto la cessione dell'ex convento e chiesa della "Riforma" dal ministro provinciale del tempo fr. Leone Pileggi dei Frati Minori. Benché divenuti proprietari dell'intero complesso, i cappuccini non poterono usufruire dell' ex convento, perché in uso alle forze armate. Furono vanificate tutte le domande avanzate fin dal principio, così come fu disattesa, poi, la richiesta almeno della "congrua parte" a norma della legge concordataria 26 maggio 1929, capo II, art. 8. Per questo, preso possesso della chiesa, prima adattarono alcuni angusti locali adiacenti e poco dopo costruirono un' abitazione sulla navatella sinistra della stessa chiesa. Nel suo insieme e per il numero ridotto dei religiosi che era possibile stabilirvi risultò un domicilio soddisfacente, in cui si trovò anche un vano per collocarvi i pochi libri che avevano. Non era una vera biblioteca ma, anche se piccola all'inizio, tale era diventata negli anni avvenire. Cioè fino a13 settembre 1943. poiche l'ex convento, che i cappuccini non poterono ottenere, funzionava a pieno ritmo come Distretto Militare, fu preso di mira nei bombardamenti de13 settembre 1943, appunto. Chiaramente non si salvò neppure la chiesa e, conseguentemente, neppure l' abitazione dei frati cappuccini. Perciò andarono in fumo anche i libri, compresi quei pochi preziosi e antichi, fin'allora salvaguardati con tanta passione. Provvidenzialmente non ci scappò il morto. E, mentre i più della famiglia religiosa vivevano in altri conventi, i pochi rimasti, appollaiati fra i ruderi, iniziarono le pratiche per la ricostruzione, invocando risarcimenti per danni di guerra. Occorsero circa dieci anni per rendere abitabile il convento e funzionante la chiesa. Quindi,avendo i locali pronti, si fece ricorso al Ministero dei Beni Culturali sia per la scaffalatura che per i primi libri allo scopo di ricostruire la biblioteca.


Come si rileva dal grafico, sono sì nel perimetro conventuale però, perché a piano terra, certamente non sono quelli ottimali per una qualsiasi biblioteca. Una somma di circostanze ha indotto a questa scelta. È vero che l' attuale convento cappuccino di Cosenza si presenta sufficientemente spazioso per una normale famiglia religiosa. Non così dopo la ricostruzione. Scelto come luogo di studio di filosofia e teologia, ha accolto fra le sue mura una ventina di giovani studenti cappuccini di Salerno, Reggio Calabria e Cosenza, cioè uno studio interprovinciale. Ciò presuppone un corpo insegnante, oltre la famiglia religiosa ordinaria con un numero di fratelli non chierici per i servizi manuali. Inoltre Cosenza è sempre stata sede della Curia provinciale quindi uno spazio, anche se minimo, fu occupato dal Provinciale. Oggi però, che la biblioteca ha una maggiore consistenza bibliografica, in quanto vi sono stati trasferiti i libri antichi da altri conventi, e per questo dichiarata "biblioteca provinciale", bisogna riconoscere che ha una buona funzionalità, ne poteva essere collocata altrove. Vi si accede dall'esterno senza interferire nella privacy dei religiosi, tanti o pochi che siano. È raggiungibile da modesti mezzi di trasporto, molto utili in particolari circostanze. Soprattutto è facilitato l'ingresso in biblioteca al personale esterno che vi lavora ed anche a studiosi e ricercatori.


Se non disponessimo della documentazione, nessuno ci crederebbe: la pratica, avviata il 3 marzo 1952, iniziò ad avere effetto soltanto nell'ottobre 1962, quando l'Ufficio Genio Civile di Cosenza convalidò la fattura della LIPS- VAGO di Milano per la fornitura della scaffalatura metallica unilaterale da collocare nei quattro locali predisposti. Ovviamente l'onere di procurare i libri era del1'Ente Provincia di Cosenza dei Frati Minori Cappuccini. Vi provvide prelevando tutti i doppioni dalle biblioteche degli altri conventi, con la cessione di libri personali di alcuni frati ed acquistandone un certo quantitativo. Poi, ma in tempi relativamente brevi, ci fu il trasferimento a Cosenza di tutto il patrimonio librario del convento di San Giovanni in Fiore, perché il parziale crollo di esso ne avrebbe messo a repentaglio la conservazione. Inoltre, essendo stata associata all'Ente Nazionale per le Biblioteche popolari e scolastiche, anche la nostra ha potuto registrare contributi librari dallo stesso Ente. Non a getto continuo, sia chiaro; però ancora oggi riceviamo a volte libri, e periodicamente riviste a carico del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.


CONDUZIONE DELLA BIBLIOTECA

Quello di bibliotecario è un ufficio che risulta in tutte le fraternità, dato che in ogni convento c'è una biblioteca. Però, lo dico senza generalizzare, il cosiddetto"bibliotecario" abitualmente non è uno specialista della materia. Quel che riesce a fare è frutto dell' amore individuale per il libro. tanto è vero che se, qualche volta, lo fu chi si vantava di un titolo in merito, nulla di ciò è emerso dall'esercizio dell'incarico ricevuto. Comunque va anche detto che ordinariamente non è un' attività esercitata a tempo pieno, piuttosto un titolo per riempire i quadri. In questo contesto è cominciata la conduzione della biblioteca di Cosenza, della quale ci stiamo occupando. Pertanto da una relazione per consegna del 31 luglio 1972 si rileva che:

1) I libri, posti prima alla rinfusa negli scaffali, in un secondo tempo furono selezionati per materia e collocati ordinatamente col seguente risultato:

Stanza A, la più grande, nella quale furono posti altri scaffali bilaterali al centro, accoglie: Cutltura generale - Miscellanea - Lettere (italiane, latine, greche etc.) - Filosofia - Scienze - Storia ecclesiastica- Storia civile - Sociologia - La Civiltà Cattolica (rivista, rilegata in volumi, di cui s'è fatto l'abbonamento per averla completa).

Stanza B, vi era raccolta tutta la materia Francescano-cappuccina. Per di più la rivista Acta Apostolicae Sedis, fin da principio, alla quale si era fatto regolare abbonamento.

Stanza C, nei rispettivi scaffali e ripiani c'era: Agiografia - Teologia (morale, dogmatica e ascetica) - Oratoria - Liturgia.

Stanza D, qui, col fondo antico, si trovava: Sacra Scrittura - Patristica - Diritto (canonico e civile).

2) Tale collocazione facilitava la ricerca dei libri, altrimenti non individuabili mancando schedario e registro d 'ingresso. I quali non erano stati eseguiti sia per mancanza di tempo e sia per incompetenza dell'incaricato.

3) Nonostante quanto appena detto, mentre l 'incremento librario progrediva gradualmente, la biblioteca aveva una sua vivacità; non mancarono visitatori-ricercatori. Gli incunaboli e le cinquecentine furono oggetto di una tesi di laurea per 1'Università di Napoli. Per la stessa Università una seconda tesi sulla Patristica, con particolare attenzione a S. Bonaventura.

 4) Nel periodo cui si fa riferimento, benché la nostra biblioteca già fosse aperta al pubblico, si ebbe un solo sussidio di lire 514.000 ( cinquecentoquattordicimila) dal Ministero della Pubblica Istruzione. È servito per il restauro e la rilegatura in pergamena pesante di sette incunaboli e ventotto cinquecentine. Inoltre sono stati sterilizzati cento quaranta altri volumi. Il lavoro è stato eseguito nel laboratorio di restauro della Badia di Cava dei Tirreni, molto accreditato presso il Ministero della Pubblica Istruzione, che lo ha istituito.


Abbiamo già descritto l'identikit del nostro bibliotecario tipo che, non sempre competente e dovendo operare da solo, in pratica era impossibilitato a fare la catalogazione dei libri e il loro inserimento nei registri d' ingresso e collocazione. Pertanto, anche se godeva di una certa vivacità, la nostra biblioteca di Cosenza stentava a decollare pienamente. Ci fu un sospiro di sollievo quando lo Stato nel 1979 emanò la legge 285 per l'occupazione giovanile. Ne fruirono in buona misura gli enti ecclesiastici per la valorizzazione delle proprie biblioteche: la nostra di Cosenza fu tra queste. Per la quantità di libri e periodici in essa contenuti, per circa tre anni (1979-81), vi fu occupata una cooperativa di una quindicina di giovani denominata "SOFIA BRUZIA ". Data la quasi nulla preparazione in materia e il ripetuto alternarsi, questi giovani svolsero un' attività puramente empirica. Oggi lo riconoscono essi stessi, che fu così. Difatti la legge 285 valse per loro come una sorta di parcheggio, in attesa d' aprirsi un varco per valorizzare al meglio il proprio titolo di studio. Questa tardiva amara riflessione vuole esprimere il disappunto provato quando, dovendo dare un assetto stabile alla biblioteca, si è deciso di assegnarvi del personale in peffi1anenza, sia perché l'aggiornamento di essa fosse continuativo, sia perché restando abitualmente aperta al pubblico molti potessero fruire del nostro ricco ed eterogeneo patrimonio librario. E fu proprio per questo che si è scoperta l'incompletezza dello schedario, di avere registri di ingresso e di collocazione appena iniziati, calligraficamente poco leggibili, con cancellature di errori commessi. Questa constatazione è stata lealmente confermata da una giovane della cooperativa che fu occupata nella nostra biblioteca. Fu così. Per procedere al completamento dello schedario e alla compilazione dei registri d'ingresso e di collocazione, l'attuale direttore chiese alla Direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza un po' di collaborazione, inviandoci per qualche tempo una o più persone sue dipendenti. Tra le altre, per puro caso, la sorte cadde sulla giovane di cui sopra. Le fu chiesto perché mai tanta inesattezza, manchevolezza e confusione in questa biblioteca ove lei stessa aveva lavorato. Rispose senza titubanze. Stava per scadere il contratto, ma il lavoro non era ancora terminato. Per poter fare la consegna giocammo d'astuzia. Sui moltissimi libri non catalogati attaccammo i talloncini col numero di catena e l'indicazione di altezza, collocandoli poi nei rispettivi scaffali. Per la consegna, che non fu rigida, tutto andò liscio. Anzi, vista la bella mostra che i libri facevano di se nella scaffalatura, fummo pure encomiati. Forse riandando a questa sua sincera spontaneità avrà sentito un senso di colpa. Certo è che non s'è fatta più vedere. Che il fatto sia accaduto veramente si evince anche dal perché nel nostro archivio non vi sia traccia d'un eventuale Verbale che, in tali circostanze, non manca mai. Affinché qualcuno non creda che il nostro giudizio sull'attività della cooperativa nella nostra biblioteca sia abbastanza severo, sappia che la stessa legge 285 ha funzionato male ovunque. Difatti per quella di Trento leggiamo: "Non nascondiamo che in questi tre anni sono sorti alcuni inevitabili problemi sia tecnici, legati alla struttura della legge, sia umani, legati alla convivenza".


LA BIBLIOTECA "SS.mo CROCIFISSO" OGGI

Il 5 ottobre 1993, l' allora Ministro provinciale, col suo Definitorio, decise di valorizzare la Biblioteca "Ss. Crocifisso" di Cosenza, elevandola al ruolo di Biblioteca Provinciale. Cioè che fosse principalmente a servizio dei frati di tutti i conventi della provincia religiosa. Senza escludere, ovviamente, "la realtà cittadina, con particolare riferimento alle persone di cultura: studiosi, ricercatori, cultori di storia religiosa". A tale effetto è stato ordinato che i libri antichi degli altri conventi fossero portati a Cosenza, sia per una migliore conservazione che per la consultazione. Inoltre, per un proficuo funzionamento della Biblioteca "Ss. Crocifisso" è stato redatto un dettagliato Statuto, tuttora vigente. Da esso ricaviamo quanto segue: "Con contratto part-time è stata assunta come assistente di biblioteca la sig.na Antonietta Gisberti. Ciò in vista della sua buona preparazione culturale e tecnica di base. Lo ha dimostrato nella stessa biblioteca nel biennio di lavoro (1992-93) conseguendo tutte le conoscenze necessarie ad una assistente di biblioteca e mettendo a servizio della Biblioteca le proprie conoscenze nel campo infoffi1atico". Più indietro si è accennato che furono queste doti, competenza e passione per il lavoro, dell'assistente della biblioteca a far emergere il cattivo comportamento della cooperativa della legge 285. Ora dobbiamo dire che, per rimediarvi, lei ha dovuto tralasciare la schedatura del fondo antico, incunaboli e cinquecentine, che stava eseguendo al computer, poiché la poco seria cooperativa per nulla aveva preso in considerazione questo settore. Attualmente, dopo la breve ma valida collaborazione offerta dalla Biblioteca Nazionale, ed in un secondo tempo soprattutto per il contributo qualificato di una giovane volontaria, il lavoro è compiuto al 70% circa. Pertanto quel che resta da fare ricade sulla normale attività che svolge l'assistente di biblioteca.


Approvata dall'Assessorato dei Beni Culturali della Regione Calabria una richiesta di contributo per restauro di materiale bibliografico esistente nella nostra biblioteca. La somma stanziata è stata di 15.000.000 (quindicimilioni). Con essa, presso la scuola di restauro BETANIAE SCRIPTORIUM sono stati restaurati e rilegati 28 (ventotto) manoscritti antichi. Extra contratto 2 ( due) volumi manoscritti antichi restaurati e rilegati con pergamena ex novo per lire 1.939.800 (unmilionenovecentotrentanoveottocento ). Avviato dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, abbiamo aderito al progetto per la catalogazione on line del materiale bibliografico. È stato svolto, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale, da un gruppo di giovani che, nei tempi stabiliti, hanno schedato 20.000 libri del fondo moderno. Mentre evolvevano così le cose, la biblioteca è sempre stata aperta al pubblico che, se non numeroso, non ha mancato di visitarla per diletto, giusto per averne un'idea. Però non sono mancati gli studiosi, specie giovani universitari, i quali hanno trovato materia per la propria tesi. Per esempio, uno trovò quanto gli occorreva nei classici greci e latini. Un secondo, interessato ad antichi conventi o monasteri del cosentino, poté spaziare tra i molti libri che sulla materia vi sono nella nostra biblioteca. È chiaro che questi sono rimasti soddisfatti. Non così altri presentatisi senza un minimo di bibliografia, accennando neppure chiaramente alla materia della tesi da preparare. Non li abbiamo potuti favorire perché, per ora, la biblioteca dispone solamente dello schedario per autori. Però la ricerca più interessante, perché valorizza la nostra biblioteca, è stata quella tecnica-scientifica della professoressa paleografa Rosa Salvati di Taranto. Si è trattato di una ricerca mirata. Infatti era stata informata dell'esistenza, nella nostra biblioteca, di una cinquecentina la cui caratteristica rilegatura l'avrebbe coinvolta personalmente. Così fu, infatti. Intanto ecco la cinquecentina in questione: Al di là del suo valore intrinseco, diventa ancor più preziosa per l'intervento della paleografa Salvato, che ha messo in evidenza "4 frammenti beneventani di un manoscritto liturgico musicale rigato a secco, con neumi". Si tratta cioè, come la stessa professoressa spiega, di strisce di pergamena ricavate per lo più da testi liturgici e agiografici. Non più usati con l'avvento della stampa, erano utilizzati dai legatori per rinforzo del dorso o in sostituzione della copertina. Sono databili lungo un arco di tempo che va dal X al XV secolo. Nella nostra cinquecentina, com'è intuibile dalla riproduzione, le strisce sono state utilizzate per rinforzo del dorso. Studiarle, analizzarle con pazienza certosina,oltre che maneggiarle con raffinata perizia, non ha comportato alcuna compromissione del libro. Così come nulla patì quando, con altrettanta cautela, fu esaminato dalla ricercatrice dottoressa Virginia Brown del Pontificio Istituto di Studi Medioevale di Toronto (Canada), che per una giornata intera lo ebbe tra le mani. Tant'è che il 7 marzo 2000 ci scrisse da Toronto: "La biblioteca è ricchissima, e sono sicura che ci saranno altre scoperte da fare a Cosenza e nella zona. Quando vengono fuori altri pezzi in scrittura beneventana (anche se piccolissimi), sarò sempre lieta di aver le notizie, per piacere". Però, se è giusto aver sottolineato che la non compromissione della cinquecentina è dovuta alla tecnica specialistica di chi l'ha maneggiata, è anche vero che la copertina pergamenacea ha favorito il trattamento. Essa infatti, per l'uso che si è fatto del libro nei 434 anni dalla sua edizione, ne è completamente staccata. Lo avvolge solamente senz'esservi minimamente legata. Tant'è che fa parte del numero di altri libri destinati al restauro, se avrà corso una pratica già avviata presso il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali. In questa sorta di resoconto non si può non dire dell'incremento librario della nostra biblioteca. In parte dovuto agli acquisti dell'ente gestore "Provincia di Cosenza dei Frati minori cappuccini". Non mancarono donazioni del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, che sostiene anche alcuni abbonamenti a Riviste di carattere scientifico. L'apporto quantitativamente e qualitativamente più significativo però proviene dal nostro convento di Scigliano. Infatti ci sono arrivati ben 516 libri, di cui: 110 seicentine, 216 del settecento, 155 dell' ottocento, mentre i restanti 35 non son bene identificabili. Tutto ciò conformemente alle decisioni capitolari, considerato che ormai i libri di una certa epoca non vengono usati in loco. A Cosenza invece sono a disposizione degli studiosi di tutta la provincia di Cosenza e dell'Università della Calabria.


ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE DELLA BIBLIOTECA

Situata a piano terra, come già detto, l'entrata immette senza altro nella prima sala di lettura, che si è ottenuta con l'unificazione di due stanze contigue. Perciò nella prima sezione due vetrine accolgono un mini museo africano con altri oggetti antichi, vi è un computer e, quel che più conta, lo schedario-armadio. Nella seconda invece, vera e propria sala di consultazione, sono disponibili varie enciclopedie, dizionari enciclopedici, dizionari di diverse lingue, opere di immediata consultazione. La scaffalatura è costituita da affi1adi in legno con ante a rete metallica, che peffi1ette l' aerazione dei libri e la loro immediata individuazione. Segue un corridoio in cui, la scaffalatura metallica unilaterale, occupa m2 11,70 della superficie delle pareti. Vi trovano posto un discreto numero di libri moderni, ma prevalgono chiaramente i doppioni di opere già in biblioteca.

Sala A.

È la più spaziosa, quindi quella in cui i libri sono più numerosi. Sono collocati in due tipi di scaffalatura metallica. Quella fissa alle pareti, complessivamente le copre per m2 42,22. Quella bilaterale invece è fatta da 5 scansie che, nell'insieme, costituiscono una superficie di m2 63,60. In questa sala sono collocate le opere moderne, ma anche alcune antiche in edizione moderna, disposte per materia e, in essa, secondo la misura.

Sala B.

Praticamente è la vera sala di consultazione, ubicata com' è al centro della biblioteca. Difatti è più vicina al fondo antico, specifico oggetto della consultazione. È chiaro, vi sono anche opere che vengono consultate con più frequenza, come enciclopedie, vocabolari, etc. Questa sala è anche destinata a particolari opere francescano-cappuccine, riguardanti l' Ordine e particolarmente la nostra provincia religiosa. Queste sono collocate in tre armadi in legno, con ante a rete metallica, mentre le altre in una scaffalatura in ferro di m2 14,70.

Sala C.

È quella riservata ai periodici. Le testate sono tante! Ma erano molte di più prima di una critica selezione, resasi necessaria per motivi di spazio. Sono state eliminate: 1) prima di tutto i doppioni; 2) quelle di poco interesse culturale, delle quali vi erano alcuni numeri; 3) sono state asportate altre per l'affinità di contenuto, ma anche perché incomplete o addirittura perché si trattava di numeri isolati, capitativi casualmente. La scaffalatura in ferro è unilaterale ed occupale quattro pareti per una superficie complessiva di m2 45,16.

Sala D.

Vi è collocato il fondo antico in tutto il suo complesso. Difatti va dagli incunaboli, alle cinquecentine, ai manoscritti, alle edizioni del sei-settecento e primo ottocento. È evidente che, secondo la preziosità delle opere, è stata data ad ognuna la collocazione appropriata. Così le opere più antiche e più pregiate sono conservate, a controllo continuo, in un armadio in ferro con ante scorrevoli, munite di robusta rete, e chiusura di sicurezza. Altre in tre armadi in legno le cui ante, a rete metallica, restano permanentemente chiuse. La validità di queste precauzioni è facilmente comprensibile, benché in questa sala non sono ammesse visite se non raramente e sempre sotto sorveglianza del personale di biblioteca. Le restanti opere hanno la loro collocazione negli scaffali in ferro addossati alle pareti, per una estensione di m2 60,34.


I FONDI LIBRARI DELLA BIBLIOTECA

Dall'ultimo rilevamento fatto nella nostra biblioteca, tolti i doppioni, risulta che, oltre le 250 testate di periodici, essa possiede un patrimonio librario effettivo di 25.371 unità. Per conoscerne l'importanza e i contenuti li divideremo nelle due classiche sezioni di fondo antico, che va dall'inizio della stampa fino al 1830, e fondo moderno, dal 1831 fino ai nostri giorni.


Poiché l'interesse d'una biblioteca non si evince dal numero dei libri che essa contiene, ma piuttosto dalla loro entità, diciamo che quella dei cappuccini di Cosenza ha la sua rispettabilità. Vanta infatti libri stampati dal XV al XVIII secolo, da tutti ritenuti di grande importanza. Ecco quali sono, la materia trattata e qualche autore:

9 incunaboli. Alcuni in buono stato di conservazione, perché restaurati. Altri in attesa di esserlo, avendo in tal senso avviata pratica presso il Ministero competente. Otto di essi, sotto diversi aspetti, hanno per argomento la Religione, la Sacra Scrittura e l'Etica (De Voragine - S. Bonaventura - De Lyra - S. Girolamo - S. Tommaso. Il nono è: Joannis Pici Mirandulae, Omnia Opera.

265 cinquecentine. A parte il fatto che molte necessitano di restauro, alcune fra tutte sono importantissime, perché del tipografo Aldo Manu zio. Le cosiddette "aldine". In esse le materie più ricorrenti sono: Teologia, Filosofia e Logica (S. Tommaso, Aristotele, S.Pietro Crisologo, Titelman). Teologia dogmatica (S. Agostino - S. Tommaso- S. Bonaventura). Oratoria, Retorica, Poetica (Cicerone - Quintiliano - Panigarola). Diritto ecclesiastico e civile (S. Gregorio Nisseno, Graziano, Clemente Romano, Giustiniano ), Storia (Plinio Secondo - Giuseppe Flavio ). Sacra Scrittura (Beda Venerabilis, S. Bemardo, S. Tommaso, S. Agostino ).

447 seicentine. Per queste lo stato di conservazione è migliore, così com'è stimabile il loro valore intrinseco. La materia in esse trattata non si discosta molto dalle opere precedenti. Ciò denota che, essendo la biblioteca dei frati cappuccini, il patrimonio librario è prevalentemente religioso. Pertanto ecco le materie più in vista: Teologia dogmatica e morale, Sacra Scrittura, Filosofia etica, Oratoria sacra, Agiografia, Apologetica, Patristica (S. Agostino - Aristotele - Seneca - Segneri - Bellaffi1ino - S. Giovanni Crisostomo - Comelio a Lapide ).

698 del settecento. In questo secolo troviamo alcuni testi un po' diversi dal consueto. Evidentemente si dà più spazio alla cultura universale. Ed ecco come possiamo evidenziarne i contenuti più salienti: Spiritualità (S. Alfonso, S. Teresa d'Avila, Rodriguez, S. Francesco di Sales Scaramelli, S. Agostino). Sacra Scrittura (S. Tommaso, Calmet, De Boeza, Sacy). Teologia morale ( Juvenin, Viva, S. Alfonso, Bellj, Habert). Storia ecclesiastica (Fleury, Amat De Grover san, Roncaglia). Storia in genere (Muratori, Rollin, Bertani, Ol gia, Foresti). Oratoria sacra (Bossuet, Segneri, Petrobelli, Poutier, Casini). Diritto canonico (Pignatelli, Cavallari, Essen). Giurisprudenza (Giustiniano ). Letteratura latina (Cicerone, Crazio, Virgilio ).Teatro (Metastasio, Bemi, Cerlone, Terenzio, Bovio, Triveri). Medicina razionale (Hoffmann, Plenek). Annali ecclesiastici (Baronio )

63 manoscritti. Eccettuati Rinaldo Corso, Il sacro libro dei Salmi in rima toscana, Roma 1567, Frate Francesco d'Altilia, Disputationes Theologicae in quatuor libros Sententiarum, Altilia 1650 e Frate Remigio da Scigliano, Compendium in quatuor Sententiarum libros, Scigliano 1656, altri manoscritti appartengono al settecento.

Li presentiamo in un solo gruppo per sottolinearne alcune caratteristiche peculiari. Così: i tre citati sono lavori originali di persone erudite, le quali hanno inteso dare un saggio della loro bravura e tramandarla ai posteri. Anche quelli del settecento hanno un loro valore intrinseco, però sono il risultato della trascrizione e composizione in libro delle "dispense" che i "lettori" distribuivano agli studenti cappuccini loro discepoli. E poiche ciò avvenne per generazioni diverse, la materia trattata è alquanto ripetitiva. Infatti vi ricorre: Teologia scolastica, secondo Duns Scoto - Filosofia aristotelica - Metafisica - Logica e Psicologia. Tra i "lettori" emergono: Padre Isidoro da Mormanno, Padre Giovan Battista da Rotonda e Padre Francescantonio da Cetraro. Invece i più qualificati studenti, "compilatori" dei libri sono: Frate Serafino d'Aieta e Frate Francescantonio da Mormanno, i quali usano gli stessi accorgimenti dei libri stampati, come illustrazioni, colofon e indice. Dei manoscritti, restano da essere segnalati i pochi che non provengono dai cappuccini. Abitualmente non datati, li elenchiamo così:

1) GUAGLIARDI, Materia de Foro competenti et Jurisditione ecclesiastica.

2) Istitutionem Cononicarum.

3)CAVALLARI, Juris Romani Institutiones secundum Justiniani methodum digestae.

4) TALARICO, Philosophia phisica particularis.

277 libri del primo ottocento. Non sono molti, è vero! Però bisogna ricordare che si era in piena soppressione napoleonica, la quale non ha favorito 1 'incremento librario, anzi lo ha impedito. Come abbiamo proceduto per gli altri libri, anche per questi useremo lo stesso sistema. Cioè nomineremo la materia in essi più ricorrente, citando qualche autore.

Letteratura greco-romana (Omero, Virgilio,Cicerone ). Storia ecclesiastica (S. Alfonso dei Liguori,Berruel,Adam). Storia in genere (Cornelio Nepote, Senofonte). Spiritutalità (Fok, Franza, S. Ignazio di Lojola,  S. Alfonso ). Oratoria sacra e profana (Boccardi, Rispoli, Scotti Pagliara, Bourdaloue, Cicerone ). Teologia in genere (Samin, Ex Charmes). Logica - Metafisica - Mitologia (Soave ). Medicina (Cinello, Boyer). Apologetica (Ventura).

Lo ripetiamo: i libri delle diverse epoche fin qui citati costituiscono il fondo antico. Per la loro importanza sono conservati nella sala D, accessibile con molta cautela.


Dichiariamo che il "fondo" è costituito da 23.452 libri. Sono collocati nelle due sale di lettura, nella sala A, la più grande, e nel corridoio. È facile capire che la quantità numerica presuppone più varietà nella classificazione. Così pure che, l 'una e l' altra, hanno un' accentuazione maggiore nel novecento che non nell'ottocento, per effetto della seconda soppressione che ha incamerato i beni ecclesiastici, spopolando le case religiose. Però, col ritorno alla normalità, la biblioteca si è dimostrata una necessità primaria. Così, senza sosta, si è formato il "fondo librario moderno". Per quanto ci riguarda, ecco un saggio delle materie che lo costituiscono e il nome di qualche autore, solo come esemplificazione, fermo restando che la materia "religiosa sotto tutti gli aspetti" è la più copiosa.


Enciclopedia Italiana (G. Treccani) - Grande dizionario della lingua italiana (S. Battaglia) - Enciclopedia medica (Fratelli Fabbri Editori) - Enciclopedia del novecento (Treccani) - Grande dizionario enciclopedico delle lettere, delle scienze, delle arti - Enciclopedia del Cristianesimo - Grande lessico del Nuovo Testamento - Grande storia universale (Mondadori) - Lessico universale italiano - Enciclopedia americana - Enciclopedia francese (Larousse) - Capolavori nei secoli, enciclopedia universale di tutte le arti figurative (Fratelli Fabbri Editori) - La Sacra Bibbia illustrata (Fratelli Fabbri Editori) - Atlante internazionale (Touring Club) - Dizionario Apostolico - Vocabolario di arti e mestieri - Vocabolari in diverse lingue.

Religione. Naturale o teodicea (Platone, Aristotele ). Sacra Bibbia ( esposta e commentata da Comelio a Lapide, Sales, Martini, Ravasi). Teologia dogmatica (S. Tommaso, S. Bonaventura, Tanquerey, Plus - Knoll). Teologia morale (S. Alfonso De Liguori, Alimonda, Scavini). Spiritualità (Chantard, Croiset, Scaramelli,Chiesa). Liturgia (Thiriet, Pezzolli, G. Baldeschi, Vene-roni). Sacra eloquenza (Lacordaire, Massillon, Mon-sabre, Segneri, Alessi, padre Roberto da Nove). Le grandi Religioni (Rizzoli editore).

Filosofia. Filosofia etica (Gonzales, Dezza, Bacone,Cathrein). Filosofia del Diritto (Geny, Maritain, DelVecchio ). Psicologia (Liberatore, Mercier, Lindworsky). Metafisica (Amon, Sciacca, Dezza). Empirismo (Schelling). Letteratura Italiana (Manzoni, Goldoni, Leopardi, Boccaccio, Alfieri, Pirandello, Papini, Quasimodo ). Storia della letteratura italiana, con illustrazioni, (Fratelli Fabbri Editori, Papini, Dolci, Flamini). Latina (Orazio, Virgilio, Cicerone, Catullo ). Greca (Omero, Erodoto, Bowra, Hiller). Francese (Halier, Victor Hugo, Bemanos). Spagnola (Cervantes, Garcia Lorca). Inglese (Defoe, Merton, Stevenson). Tedesca (Chiller, Haine). Russa (Tolstoi, Donstoyenskij). Oratoria (Demostene, Lisia, Cicerone ). Narrativa (G. Veme, Fogazzaro, Nievo, Woillez).

Teatro (Sofocle, Euripide, Goethe, Schiller, Shankespeare, Giacosa, Goldoni).

Storia. Antica (Tacito, G. Cesare, Bione). Romana (Mosetto ). Medioevale (Henrion, De Rosa). Del rinascimento (Zabugkinn). Della civiltà (Durant). Della Chiesa Cattolica (Bohrbacher). Dei Papi (Ludovico von Pastor).Storia comparata delle religioni (Schamitt). Dell'arte (D' Antona-Wittgens, Carli, Dell' Acqua). D'Inghilterra (Willianson). Degli Stati Uniti (Cartier).

Diritto. Canonico (Sellaro, Cappello, padre Matteo Conte da Coronata, Cappello, Salzano, Cecchi). Civile (Salfi, Roussean, Camelutti).

Scienza pura. Matematica (Gorin). Trigonometria (Cesario ). Algebra (Fazzini, Apani). Geometria (Santoboni).

Scienza applicata.

Chimica e mineralogia (Della Beffa, Canilli). Fisica sperimentale (Poli, Amaldi). Fenomenifisici (Brewer). Medicina (Mejer, Montagnano, Haring, Montagnano ).

Storia della medicina (Bilancioni).

Belle arti. Musica sacra (L. Perosi, Spaziani, Casimiri,Cintolesi). Musica profana (G. Verdi, Paganini, Ferrari,Abbiati, Cilea). Teatro (Euripede, Sofocle, Shakespeare, Goethe, Shiller, Giacosa, Goldoni, Cimarosa). Architettura (Blake ). Pittura (Giotto, Montegna).

Grafologia (Moretti). 

Altre materie. Archeologia (Galli) - Economia sociale (Antoine) - Sociologia (Toniolo, Selero) - Tecnologia (Gortmann) - Scienze naturali (Sauni, Arduini) - Dattilografia (Rodriguez) - Stenografia (Chiesa) - Pedagogia (Sciacca, Baroni) - Geografia (Radaelli, Vanni, Bodard-Olmo) - Geografia biblica (Raumer, Spada, Gasbarri).


Sono collocati nella sala C. Le testate sono 250. Molte trattano materie affini, come l'annuncio della Parola, Atti di convegni, Notiziari di Ordini religiosi e Cronache di avvenimenti locali, Riviste di spiritualità e di animazione vocazionale. Ve ne sono che si occupano di Diritto canonico e forense, di Sociologia, di Psicologia medico-pastorale e di Cultura generale. Sono presenti commentari di filosofia e teologia, riviste internazionali di teologia e cultura, di Filosofia neo-scolastica e, tra questa materia, s ' inserisce l'Antonianum: periodico filosofico-teologico. Ovviamente non manca la Civiltà Cattolica, rivista di cultura, che possediamo fin dal primo quaderno. Così pure l'Acta Apostolicae Sedis, commentario ufficiale della Santa Sede, tutto rilegato; nonché alcune annate dell'Osservatore Romano, quotidiano politico religioso della Città del Vaticano. Tra i nostri "periodici" dobbiamo evidenziare anche quelli che trattano l' Arte sotto tutti gli aspetti: architettonici, archeologici, artistici e storici, così il Bollettino d'Arte che ci perviene a cura del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali; Rinascita Artistica, rivista internazionale di letteratura e d'Arte; Fede e Arte, rivista internazionale di arte sacra; Illustrazione Vaticana; I Grandi Stili, I mobili dal '600 al '700; Brutium, giornale d'arte; Calabria Nobilissima, periodico d' Arte, Storia e Letteratura; Mercurio, mensile di politica, arte e scienze; Ceram, Racconti di Archeologia. Molti periodici ci riguardano direttamente, sia come Ordine, sia come provincia religiosa cappuccina. Nominiamo i più importanti. Analecta Ordinis, rivista d'infoffi1azione dell'Ordine cappuccino. Collectanea Franciscana, studi e ricerche storiche, a cura dell 'Istituto Storico Cappuccino. Laurentianum, commentario del Collegio Internazionale S. Lorenzo da Brindisi. Vita Minorum, rivista ascetica foffi1ativa francescana. Tertius Ordo, commentario dei frati cappuccini per il Terz'Ordine secolare. Atti delle Conferenze CISPCap., CISM e CISA. Italia Francescana, rivista di cultura francescana. San Francesco Patrono d 'Italia, periodico d'infoffi1azione. .4tti Ufficiali della Provincia di Cosenza dei FF. MM. Cappuccini. Chiudiamo questo lungo capitolo dicendo che soltanto giorni addietro, faticosamente, è stato portato a tenni ne l'ordinamento, la collocazione e la schedatura di tutti i periodici.


Nel frattempo c'è stato un incremento librario con l' arrivo cadenzato dei periodici, l'omaggio di una cinquantina di libri e l' acquisto di 5 appendici al Grande Vocabolario Enciclopedico dell'UTET. È stata acquistata la nuova edizione dell'Opera Omnia di Duns Scoto, mentre dal Ministero dei Beni Culturali abbiamo ricevuto: Benedetto Croce, Indagini su Hegel e schiarimenti filosofici, più La Rivoluzione napoletana del 1799. Recentemente la biblioteca si è arricchita con l'acquisto della BIBBIA D' ORO DEL SECOLO. Illustrata con la riproduzione a colori delle miniature dei principali manoscritti medioevali, decorate con foglia d'oro, come gli originali, è stata definita "un magnifico e irripetibile evento culturale". Infine, per ricerca, la nostra biblioteca è stata frequentata da alcuni studenti.


COME FRUIRE DELLA BIBLIOTECA

Le modalità che seguono hanno valenza particolarmente per gli studiosi esterni.

Diciamo pertanto che essi possono accedere alla Biblioteca da lunedì a venerdì dalle ore 8,30 alle 12. Il martedì e il giovedì anche dalle 16 alle 18. Eccetto prestazioni particolari, il servizio della Biblioteca è gratuito. Ogni ricercatore, entrando, deve esibire un documento di identità che, unitamente ad eventuale borsa, gli sarà restituito all'uscita dal personale della Biblioteca, che l'aveva preso in consegna. Lo studioso quindi, firmato il registro d'ingresso, liberamente potrà consultare i volumi di immediata consultazione della sala di lettura; mentre altri conservati altrove, su richiesta gli saranno provveduti dal personale addetto. Si ribadisce che è severamente proibito far segni con lapis o penna o scrivere note ai margini dei libri che si consultano, pena il risarcimento del danno. II prestito non è previsto in alcun caso. Eccezionalmente sarà consentita qualche fotocopia, da eseguirsi a cura della medesima Biblioteca. Però sono esclusi da questo servizio, senza alcuna deroga, tutti i volumi della sala di studio, le tesi di laurea, le opere anteriori al XIX secolo e quelle già deteriorate.


È severamente vietato fumare. Osservare il silenzio per non arrecare disturbo. Per una reale necessità, si parli brevemente sottovoce. Durante la ricerca non si esca dalla sala, se non per necessità fisiologiche. Se è necessario, si possono accendere luci o aprire finestre, ma tutto sarà lasciato com'era. Visite alla Biblioteca sono consentite dietro richiesta al bibliotecario e sempre da lui accompagnati. In tal caso però, studiosi o visitatori che siano i richiedenti, dovranno lasciare all'ingresso ogni mezzo di ripresa sia dell'ambiente che del materiale librario. È chiaro che il personale e lo stesso direttore della Biblioteca saranno lieti di dare risposte adeguate ad ogni richiesta. Saranno altresì disposti a vagliare consigli e suggerimenti per meglio servire gli utenti.


PROSPETTIVE

Veramente potremmo parlare al singolare, se la più importante non ne postulasse altre come supporto. Ciò appare chiaro dalla sua semplice enunciazione. Eccola: per un funzionamento veramente qualificato la nostra biblioteca dovrà disporre della catalogazione informatizzata oltre quella cartacea. Quindi, in un secondo tempo, effettuare il collegamento "Internet". In tal modo, offrendo un buon servizio a studenti e professori, si valorizzerà al massimo il nostro patrimonio librario. Poi, per gli utenti privi dell'allacciamento Internet, all'interno della stessa biblioteca si potrebbe stabilire "un punto Internet", di cui essi potrebbero fruire. È chiaro che per ottenere questi risultati, è quanto mai necessario che la biblioteca sia dotata di qualche buon computer e di una piccola fotocopiatrice. Questi strumenti tecnici, per essere utilizzati al meglio, a loro volta richiedono l'aumento numerico del personale, almeno di un'altra unità. Anzi quest'ultima necessità si pone, anche prescindendo dalla informatizzazione, perché la biblioteca cresce ogni giorno più, sotto tutti gli aspetti. Tant'è che ormai fa sentire la sua ristrettezza ambientale. Per questi motivi, la prospettiva che potrebbe stare al primo posto, è che bisognerà riflettere seriamente su quanto esposto e decidere la costituzione di un fondo pro biblioteca, inglobato nell'amministrazione centralizzata della provincia religiosa e gestito dal suo economo.. Dovrà servire per sovvenzionare progetti importanti, approvati dal Consiglio Provinciale della Provincia di Cosenza dei Frati Minori Cappuccini, dietro proposta fatta, dal Comitato di Gestione. Al fondo, beninteso, si dovrà attingere anche per le spese di ordinaria amministrazione, che sono a getto continuo. Per esempio, le mensilità per chi opera nella biblioteca, l'eventuale acquisto di libri, la rilegatura di alcuni che vanno recuperati e la prosecuzione delle rilegature dei periodici Acta Apostolicae Sedis e Analecta Ordinis FF. MM. Capuccinorum. Come pure per le spese di cancelleria, intesa nel più ampio senso della parola. Diversamente la biblioteca finirà per essere un nobile magazzino, visto che vi si conserva merce pregiata.