LA CHIESA E IL CONVENTO 

DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI A COSENZA

 

 

 

 

L’attuale abitazione cappuccina di Cosenza è volgarmente detta “Riforma” perché per lungo tempo (238 anni!) fu convento dei Frati Riformati , una delle tante famiglie francescane. Per lo stesso motivo anche la contrada, in cui detto convento si trova, nella toponomastica cittadina viene indicata con la voce “La Riforma”.

NAVATA CENTRALEL'attuale chiesa del SS. Crocifisso fu progettata dall’architetto cosentino Salvatore Giuliani. L’esecuzione ha richiesto svariati milioni, in buona misura avuti dal Ministero dei lavori Pubblici per danni di Guerra, altri da Enti pubblici e privati, allo scopo sollecitati dai Frati Cappuccini, come non mancò la carità generosa della buona gente, sempre lesta in simili circostanze. Il risultato si vede. La navata centrale, coperta a volte, è in stile rinascimentale.  NAVATA SINISTRACosì anche la navata destra con annesse volte circolari. In tutt’e due, tra altari, balaustre e pavimento, abbonda il marmo.  La navata sinistra, a copertura piana, conserva tracce della costruzione precedente, così come il portale della chiesa con cornici e ornati in tufo di Mendicino. Tutta la chiesa risulta allungata di alcuni metri rispetto alla precedente: è il risultato dello spostamento indietro dell’altare maggiore. La pala di questo altare è il SS.mo Crocifisso miracoloso. Di media grandezza, scolpito a tutto tondo all’inizio del seicento, attirano le sue fattezze umano-divine velate da serena tristezza, più che da dolore rassegnato. SS.CROCIFISSO MIRACOLOSO Non c'è ora del giorno che qualcuno non sia chino ai suoi piedi a cercare conforto, ad implorare speranza, come non c'è stato momento nella storia di Cosenza specie quella rurale, dal Settecento in poi, che non abbia visto l'immagine del Crocifisso  levarsi al di sopra dei tumulti, delle angosce e miserie dei potenti come degli umili; a simboleggiare la fratellanza, la pace, la certezza del domani. Nessuno potrà mai enumerare le infinite grazie spirituali e materiali che il Signore ha operato tramite questa prodigiosa Immagine. MADONNA DI COSTANTINOPOLI La nicchia che lo accoglie è sobria ed elegante in sé; è armoniosamente intonata a tutto l’insieme. Sostituisce la Madonna di Costantinopoli, titolare della chiesa, che in una tela del pittore Angelo Verbani del Carretto è collocata nella navata sinistra.  Il motivo va colto nel fatto che, dopo la ricostruzione della chiesa, questa, nel linguaggio comune, è ormai la chiesa del SS.mo Crocifisso. TABERNACOLO Poiché secondo le nuove indicazioni liturgiche l’altare maggiore è rivolto all’assemblea, il ciborio poggia su una stele in marmo di Trani. È una pregevole opera d’arte con due angeli laterali, in atteggiamento di adorazione. Il tutto è una fusione in bronzo della ditta Stefen su bozzetto del barese professor Rollo. Nella cantoria sovrastante l’entrata della chiesa vi è un organo elettrico “Santa Cecilia” della rinomata ditta Balbiani di Milano. ORGANO ELETTRICO "S.CECILIA" Le sue melodie allietano la sacra liturgia, particolarmente in occasione della festa annuale del SS.mo Crocifisso. Dietro l’altare maggiore sta la sacrestia. Oltre alcuni mobili moderni consoni all’uso e un grande Crocifisso che si usa esclusivamente per la processione nel giorno della festa, c’è il monumentale armadio ligneo tardo seicento, certamente opera di frati artisti allora numerosi, miracolosamente scampato all’incendio del 3 settembre 1943.  ARMADIO DEL XVII SECOLOÈ composto da due pezzi sovrapposti, creando una sorta di mensola in quello inferiore. Misura m. 6,80 di lunghezza, m. 2.60 di altezza e m. 0,55 di profondità. Sta addossato alla parete prospettica. Sorprende la ricchezza della decorazione dei pannelli degli stipi della parte superiore e quella dei cassetti nella parte inferiore. Sono infatti ricoperti di vasi, fiori, frutti e uccelli artisticamente intrecciatisi ad intaglio; è coronato da una sobria cornice e, ripulito da mani esperte, appare in tutta la sua bellezza originaria. COROSopra la sacrestia vi è il coro, parte integrante della chiesa soprattutto quand’è officiata da una famiglia religiosa. È dotato di 48 stalli che vengono occupati durante la salmodia ed altre pratiche religiose, sia comunitarie che individuali. Alle pareti un crocifisso e alcune tele raffiguranti santi. Il 25 novembre 1953, benché in chiesa i lavori non fossero ancora portati a termine, essa fu ufficialmente aperta al culto con l’intronizzazione del SS.mo Crocifisso e la solenne consacrazione dell’altare maggiore da parte dell’arcivescovo mons. Aniello Calcara.  Presenti alla cerimonia, oltre i Frati Cappuccini, il Capitolo della Cattedrale, il vice Prefetto, il vice Sindaco e numeroso popolo. Per concludere diciamo che per mancanza di fondi, dopo che i frati Cappuccini s’erano letteralmente dissanguati nella ricostruzione della chiesa e del convento, nella navata sinistra non è stato realizzato il progetto Giuliani. L'ALTARE Però dopo dieci anni, una volta tolto da essa il SS.mo  Crocifisso, era giusto una dignitosa sistemazione. È stata eseguita mettendo in evidenza la parte tufacea degli archi non danneggiati dall’incendio del 3 settembre 1943.  È stata pavimentata in cotto antico. Vi è stato collocato un altare scolpito in tufo di Mendicino da Eduardo Filippo. Le piccole finestre sono state munite di vetri istoriati. Anche l’illuminazione concorre alla suggestione dell’antica costruzione, benché sia notevole il contrasto col resto della chiesa. BATTISTERO Al suo interno è collocato il Battistero. Domenica l5 febbraio 1976 quando, terminati completamente i lavori nella chiesa, avvisata la popolazione cosentina con abbondante volantinaggio, alle ore diciotto l’arcivescovo mons. Enea Selis, durante una solenne concelebrazione, inaugurava solennemente la chiesa ricostruita, piena zeppa di popolo devoto. Erano presenti rappresentanze del clero secolare e regolare, il Prefetto, l’architetto Salvatore Giuliani, l’architetto Filippelli e lo scultore Eduardo Filippo.  Venne una rappresentanza di tutti i conventi della Provincia e non mancò la partecipazione dei Superiori Generali. CHIOSTRO Il complesso monumentale convento e chiesa del SS.mo Crocifisso, è articolato intorno a un cortile trapezoidale. Il chiostro, adiacente alla chiesa, è composto da cinque campate con archi a tutto sesto poggiati su pilastri modanati. Conserva elementi originali, così come il salone a lato est, forse già chiesa o cappella al tempo delle claustrali, per un affresco di scuola giottesca e alcune monofore tufacee e altri elementi architettonici. Sul chiostro vi è un loggiato che ospita, come gli altri corpi di fabbrica, le celle e gli altri ambienti conventuali. Vi si accede da quattro scale, mentre un’altra struttura a sbalzo, in ferro, raggiunge la quota di copertura. CORTILE "S.FRANCESCO"È il convento più importante della monastica provincia di Cosenza dei Frati Minori Cappuccini. Centrale rispetto agli altri, è facilmente accessibile. Anche per questo è sede della Curia provinciale cui fan capo tutti gli incarichi provincializi, benché esercitati altrove. Questo convento cosentino-cappuccino raggiunse il suo massimo prestigio negli anni cinquanta quando divenne sede dello Studio filosofico e teologico dei Frati Cappuccini di tutta la Calabria e della provincia religiosa di Salerno. Vi è una buona biblioteca, aperta agli studiosi, ricca di alcuni incunaboli, molte cinquecentine e diverse opere manoscritte di autori Cappuccini. Dispone di un ampio salone per conferenze e, nelle occorrenze, per manifestazioni varie, ovviamente attinenti alle finalità del convento stesso.

 


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