In ricordo dei confratelli defunti

 

 

Fra' Giocondo

 

Fra' GiocondoDelineare il profilo di fra Giocondo non è facile. O meglio, da un punto di vista di date e di uffici è tutto lineare e scrupolosamente puntuale, ma sappiamo bene che un uomo non è solo la scheda di un archivio. Un uomo, un frate, un sacerdote è un mistero fatto di emozioni, di relazioni, di gioie, dolori, momenti di esaltazione e di cadute. Una storia, cioè, sacra e assolutamente degna di delicatezza e di rispetto, simili a quelli che Dio stesso ha nei confronti delle sue creature. Parlare di fra' Giocondo, sotto questa dimensione, mi è difficile anche perché era un uomo severo che infondeva timore riverenziale. Il suo tratto, la sua persona, incutevano una certa soggezione. Per non cadere nel generico e nell'approssimazione, cose che fra' Giocondo non amava, mi rifaccio a quanto egli stesso dice sinteticamente della sua vita in una lettera che mi ha scritto in occasione della visita pastorale dell'anno scorso:  <<Ecco la mia vita in quattro brevi punti: Membro di questa fraternità, ho collaborato per la sua vitalità adoperandomi come ho potuto e saputo; Mi sono adeguato agli orari stabiliti, perché: "Maxima mortificatio vita communis". Così ho cercato di arginare vizi e peccati per essere preparato a ben morire. Ultimamente, essendomi assegnato il compito di confessore ho fatto quanto ho potuto e nel migliore dei modi per assolverlo dignitosamente. (...) è chiaro che del mio operato è giudice Dio, ma poiché si tratta di attività anche umana, necessita pure la valutazione dell'autorità che la affida. Diversamente "Cicero pro domo sua" sarebbe fin troppo comodo. Per quanto attiene alla mia vita interiore, e perciò alla mia formazione, dico che come base "Il Cappuccino ritirato" del nostro Padre Gaetano M. da Bergamo ed "Esercizio di perfezione e di virtù cristiane" del Rodriguez, restano sempre validi. Concludo: "Gli anni della vita sono settanta, ottanta per i più robusti, quelli in esubero sono regalati". Ebbene facendo leva su questi dirò con S. Francesco: "Nunc coepi"; pregherò Dio, per tutti i confratelli che amo sinceramente.>> Cosa aggiungere a quanto fra' Giocondo dice? Solo che i frutti di quanto ha vissuto si possono vedere e sono una ricchezza per la Provincia e per l'Ordine. Dal 1940 in poi, da quando il Commissario provinciale del tempo, fra' Nicola da Cesena lo ha incaricato, fino al 1998, fra' Giocondo è stato il nostro Archivista. 58 anni di indefesso e paziente lavoro che lo hanno visto appassionato ricercatore delle nostre radici e custode della memoria dei fratelli. Ben 13 pubblicazioni racchiudono quanto ha fatto, ma soprattutto lo schedario, continuamente aggiornato, ricostruisce la vita della provincia fin dalle origini della Riforma. Possiamo dire grazie a questo confratello laborioso, perché la nostra Provincia ha ora un archivio tra i più funzionali dell'Ordine. L'amore per la nostra vita, per la Riforma cappuccina lo ha spinto sempre a raccogliere, ricostruire, conservare. è stato il suo modo per adempiere al compito di ogni buon francescano: "Va' e ripara". Ha riparato lacune, ha costruito monumenti che non solo servono oggi, ma serviranno soprattutto domani a coloro che vorranno andare a bere alle origini di un carisma che non si esaurirà mai nella chiesa. Anche la Biblioteca, per la quale ha profuso tanta fatica, testimonia quello che egli ha fatto in tanti anni: dalla catalogazione che P. Nicola gli ha chiesto di fare nei conventi della Provincia quando era appena rientrato dagli studi, all'ultima catalogazione di polverosi e disordinati spartiti di musica raccolti in un baule, fatta l'anno scorso. Egli stesso soleva dire: "Ne ho mangiato polvere in questa biblioteca!". E da buon archivista e storico, ha incontrato nelle carte e nei libri, molte volte polverosi, gli uomini illustri che hanno fatto la nostra storia e non poteva non avere un amore particolare per il Beato Angelo. A questo illustre confratello ha dedicato le migliori energie diventandone il biografo ufficiale e la fonte storica più attendibile. Egli stesso dice nella prefazione del libro "La vita del B. Angelo d'Acri": Per appagare l'insaziabile desiderio, collocata la sua scheda con i soli dati archivistici al posto che le spettava nello schedario, ho riletto tutte le Vite date alle stampe ed ho capito ch'era necessario fare, senza perdere più tempo, uno studio accurato delle fonti più genuine: i Processi di Bisignano e di Cosenza, insieme a tutte le raccolte di testimonianze esistenti nell'archivio della vice Postulazione. Certo, la sua penna oggi ci appare pesante, con un linguaggio poco attuale, ma ogni riga che ha scritto fra' Giocondo è satura di scrupolosa e paziente ricerca. Egli è stato l'unico e penso che lo sarà ancora per molto, a leggere e studiare le oltre diecimila pagine dei processi diocesani per la Beatificazione del P. Angelo d'Acri. Lo ha fatto fino all'ultimo, fino a pochi mesi fa, infatii, ha dedicato le sue ultime energie fisiche al nostro Beato: gioiendo per il restauro dei quattro volumi che racchiudono le testimonianze del processo cosentino e bisignanese, si è messo subito all'opera per fare una scheda a ciascun volume e dare così a noi un modo agevole e sbrigativo per consultarli e conoscerne il contenuto. Questo lo ha fatto quando già era sulla carrozzina, nel mese di marzo scorso. Operaio fino alla fine! Ma fra' Giocondo non è stato solo archivista e bibliotecario. Egli era cosciente e grato del dono della vita consacrata e del sacerdozio. Ha predicato per quarant'anni: quaresime, novenari, tridui, esercizi alle suore. Tutto è ben documentato in un quadernino dove sono appuntato con ordine e puntualità, gli impegni di predicazione. è stato parroco di frontiera nella Sila degli anni '40 e '50. è stato animatore vocazionale e, con i metodi che si usavano allora, ha fatto tanto per il seminario serafico e per la vocazione. Fino all'ultimo si è interessato delle case di formazione e dei giovani frati. Caso unico nei frati di una certa età: era informato e seguiva la vita della Collaborazione delle Province del sud per la formazione iniziale. Ha celebrato e confessato con fedeltà e con scrupolo, come egli stesso ha sottolineato nella sua lettera. In questi ultimi mesi, quando gli era impossibile celebrare, era per lui una grossa sofferenza, tanto che mi ripeteva con insistenza che non aveva proprio potuto e che una sola cosa chiedeva al Signore, non di alleviargli le sofferenze, ma di poter celebrare la S. Messa. A questo punto è spontaneo far sorgere dal cuore un inno di ringraziamento e di lode al Signore, al quale certamente si unisce il nostro fra' Giocondo. Si unisce non più con il suo tratto severo, ma finalmente con l'atteggiamento racchiuso nel nome che da religioso gli è stato dato: Giocondo! Ringraziamento e lode per l'opera che Dio ha compiuto in questo fratello fedele e laborioso. 73 anni di vita religiosa e 65 anni di sacerdozio sono la lode più concreta che si eleva al cielo. Ultimamente, però, non nascondeva una certa delusione. Si, per uno che ha sempre voluto con scrupolosa attenzione che tutto corrispondesse ad un ordinato susseguirsi di causa ed effetto, ad un insieme di atti di volontà come segno di amore a quello che si è e si fa, ad un quadro fatto di forme e nozioni ben chiare, i nostri tempi, il periodo storico che stiamo vivendo lo disorientavano. Non capiva tante cose del mondo e del linguaggio di oggi e a volte manifestava il suo disappunto con laconiche frasi: Ormai è tutto finito! Era certamente un suo limite e nell'ultimo colloquio che ho avuto con lui, in occasione della morte di fra' Michele, lo ha riconosciuto. Segno che aveva finalmente incominciato ad accogliere la logica più vera, quella di Dio: la logica della misericordia. Il suo sentire, la sua formazione gli hanno acceso il desiderio di una vita cappuccina carica di quanto la tradizione ci ha tramandato e questo desiderio lo ha concretizzato e portato avanti come ha potuto, ma sempre con fedeltà. Fedeltà che se pur gli è costato il peso di un rapporto con un Dio forte e severo, gli ha spalancato la porta della gioia e della pace che vengono dall'abbraccio misericordioso del Padre. La sua morte è stata il segno di tutto questo: ormai ammorbidito, reso inerme nelle mani di Dio, si è addormentato senza rumore, attorniato dai suoi confratelli. A conclusione credo sia appropriato citare i versetti del libro dei Proverbi che il segretario ha scelto per il manifesto funebre perché rispecchiano bene la vita di fra' Giocondo: "Figlio mio non dimenticare il mio inseganamento e il tuo cuore custodisca i miei precetti, perché lunghi giorni e anni di vita e pace ti poteranno" (Prov. 3,1-2). Grazie fra' Giocondo! Grazie per la tua lunga e operosa vita trascorsa con noi e per noi. La vergine Maria, sotto il titolo della Madonna delle Lacrime, alla quale hai affidato certamente le tue lacrime nascoste, ti accolga con materna tenerezza e ti introduca lì, dove tutto è pace e gioia per l'eternità.

Fr. Rocco Timpano, Ministro Provinciale

 

 

 

CENNI BIOGRAFICI

Cognome e nome: Leone Emilio
Paternità e maternità: Vito Orazio e Gudagna Domenica
Nato il 10 giugno 1914 a Morano Calabro , Provincia CS, diocesi CS
Battesimo: 14.06.1914
Cresima: 27.07.1927
Seminario: Inizio: 15.081928 - Termine: 20.10.1930
Noviziato: Luogo: Morcone (AV) Vestizione il 2.11.1930
Nome religioso: Giocondo da Morano Calabro
Professione Temporanea: 12.11.1931
Professione Perpetua: 20.06.1935
Corso filosofico: Inizio: 06.11.1933 - Termine: 16.07.1936
Corso Teologico: Inizio: 06.10.1936 - Termine: 16.07.1940
Diaconato: 24.10.1938
Presbiterato: 08.04.1939
Ordini Minori (1° e 2°): 05.12.1937
Ordini Minori (3° e 4°): 06.01.1938
Suddiaconato: 16.04.1938
Tonsura: 22.11.1936
Patente di Predicazione: 16.07.1940 con l'esame finale di teologia
Morto a Cosenza il 18 luglio 2004
17.10.1940 a Cosenza: archivista e bibliotecario provinciale
11.09 1941 a Cosenza: segretario provinciale, redattore de "il Beato Angelo".
26.07.1945 ad Acri: guardiano e vice postulatore "Causa Beato Angelo".
30.07.1947 a S. Giovanni in Fiore: vicario cooperatore e consigliere TOF.
18.09.1953 a Belvedere: vice presidente e confessore zonale delle suore.
10.05.1954 a Scigliano: paciere tra vescovo e parrocchia Cupani. Esito positivo.
15.10.1954 a Castiglione: assistenza parrocchia di Camigliatello Sialno.
29.08.1956 a Camigliatello: vicario cooperatore, eletto anche II° assistente prov.
22.08.1959 a Camigliatello: nominato parroco.
22.08.1959 a Cosenza: archivista provinciale e bibliotecario conventuale.
12.09.1969 a Cosenza: incarichi precedenti e segretario prov. OVCI.
12.07.1972 a Cosenza: precedenti incarichi e redattore "Il beato Angelo".
04.08.1978 a Cosenza: archivista prov., collaboratore OVCI, bibliotecario prov., collaboratore redazione de "Il Beato Angelo".
27.06.1981 a Cosenza: archivista prov. economo missioni estere, e OVCI.
11.06.1984 a Cosenza: come sopra, più bibliotecario e assistente confratelli infermi.
19.06.1996 a Cosenza: oltre gli incarichi detti, collaboratore animazione culturale.
31.07.1997 a Cosenza: archivista, vice economo prov., bibliotecario.
26.05.1999 a Cosenza: accettata la rinuncia ai precedenti incarichi, fatta per motivi di salute, fu solo confermato bibliotecario e, perché membro della fraternità, deputato confessore.
03.06.1999 a Cosenza: bibliotecario prov. e confessore.
13.06.2002 a Cosenza: confessore.

Oltre le prestazioni elencate, ha predicato per 40 anni (quaresime, novenari, tridui e novene per feste patronali, esercizi spirituali a suore e conferenze di circostanza. Sempre l'omelia festiva). Dedicatosi con più impegno all'archivio, mediante la ricerca, lo ha ricostruito e continuamente aggiornato, specialmente lo schedario di tutti i cappuccini di Cosenza,  fin dalle origini della Riforma. Inoltre ha scritto e dato alle stampe le seguenti opere:

  • Necrologio dei Frati Minori Cappuccini di Cosenza, Milano, Lux de Cruce, 1980.

  • I Cappuccini e i loro 37 conventi in provincia di Cosenza, CS, Ed. Fasano, 1986.

  • Padre Giacinto da belmonte e il Santuario del B.Angelo, Cosenza, Ed. Fasano, 1987.

  • Vita del B. Angelo narrata dai suoi contemporanei, Cosenza, Ed. Fasano, 1988.

  • Un Santo senza altare, p. Silvestro di Franco da Rossano, Ia Ed. Cosenza, 1996.

  • Un Santo senza altare, p. Silvestro di Franco da Rossano, IIa Ed. Rossano (rivista e aggiornata), 1996.

  • Itinerante senza soste, attività apostolica del B. Angelo, Milano, Signum, 1989.

  • Vita del Beato Angelo d'Acri con racconti miracolosi, CS, Grafica Cosentina, 1994.

  • Priorità storica calabrese nella Riforma Cappuccina,, CS, Grafica Cosentina, 1994.

  • Profilo storico-morale di P. Matteo da corigliano, CS, Grafica Cosentina, 1998.

  • Storia dell'attuale convento e chiesa dei Cappuccini a Cosenza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1998.

  • I Cappuccini a Rossano, corsi e ricorsi storici, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2000.

  • La Biblioteca Cappuccina "SS.mo Crocifisso" di Cosenza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2000.

 

 


 

FRATERNITà DI COSENZA